La preparazione Stampa
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Domenica 06 Settembre 2009 14:55

Era Novembre quando, scambiando qualche email, Chris, mi invita a partecipare al progetto di esplorazione che si terrà a Febbraio in Yucatan, nel sistema carsico di Yax Chen. Oggi è il giorno prima della partenza e ancora non so se il bagaglio che ho spedito arriverà a destinazione in tempo utile... insomma comincia tutto come al solito, all’insegna della regola d’oro "Ultimo minuto".
L’arrivo a Cancun è intorno alle 20.00, fortunatamente con tutti i bagagli, scooter inclusi, e far passare tutto al check-in senza sovratassa per il peso è davvero un’impresa, soprattutto considerando che Tom Karch, il mio compagno di viaggio tedesco, spiega alle hostess che si tratta di un "Torpedo"...
Chris viene a prenderci col furgone di Danny Riordan, uno Chevrolet risalente agli anni 70, praticamente un pezzo da museo, che però ha tutto il necessaire del vero cave diver e soprattutto lo spazio che ci serve per stipare i nostri otto bagagli. Via veloci a dormire, che domani si da battaglia...
I due giorni successivi li impieghiamo per mettere a punto gli scooter, i pacchi batteria, verificare l’attrezzatura e a fare un paio di immersioni di warm-up assieme a Chris, JJ e David che sono arrivati il giorno prima. La prima visita al cenote d’ingresso a Yax Chen è davvero emozionante visto che non ho ancora la minima idea di cosa si tratti.
Si parcheggia in prossimità di Tulum in una proprietà molto carina e curata dove ci aspetta Rafael, una sorta di guardiano che controlla che nessuno sposti l’amaca. Si scaricano i furgoni, e trasportiamo l’attrezzatura attraverso la zona alberata fino ad arrivare sulla piattaforma di legno che è stata approntata per il progetto. Dopo qualche aggiustamento alla pesata degli scooter siamo in acqua tutti e cinque.
Attraversiamo il cenote e si entra in grotta; JJ filma Chris e David, che trasporta la macchina fotografica, mentre Tom ed io chiudiamo la squadra. E’ un susseguirsi di cenotes, grotta e zone cavern con luce a vista. Davvero uno spettacolo, più si procede e più diventa bello. E’ molto particolare, molto diverso dalla tipica grotta messicana, non ci sono formazioni come stalattiti o stalagmiti ma è davvero incalzante; assomiglia un po’ alle grotte della Florida e trasmette la sensazione di un sistema carsico enorme e tutto da esplorare; in effetti Ox-Bel Ha e Yax Chen sono due sistemi di proporzioni enormi che sono stati collegati relativamente di recente e che si estendono per circa 150km nella zona di Tulum.
Al ritorno è il turno di David, che spara una raffica impressionante di foto facendo sfoggio di tecnica fotografica da professionista, posizionando subacquei e luci con la stessa ricerca della perfezione che impiegherebbe un fotografo in uno studio fotografico all’asciutto. Ce la prendiamo molto comoda cercando di memorizzare la grotta e di avvantaggiarci della profondità bassissima per stare in acqua più tempo possibile.
Il giorno successivo invece optiamo per il sistema Ponderosa, molto conosciuto e abbastanza snobbato come cenote, ma va benissimo per sistemare definitivamente gli scooter e per filmare e fotografare l’aloclino che, dopo gli uragani degli ultimi mesi, si è spostato di qualche metro in alcune grotte. A dir il vero, ci spiega Chris, si è spostato più profondo in alcune grotte e meno profondo in altre, tanto che è difficile capire con quale "logica" si siano verificati questi cambiamenti.
In quest’immersione sono l’ultimo della fila e dopo il passaggio di quattro subacquei nell’aloclino, la visibilità è talmente scarsa che seguire la sagola è un’impresa. Per Tom e me l’aloclino è qualcosa a cui siamo relativamente poco abituati per cui ci vuole un po’ a prendere la mano ma alla fine funziona bene e l’immersione fila che è un piacere. I primi subacquei a passare con gli scooter disturbano i due strati d’acqua, quello d’acqua dolce e quello d’acqua salata, la turbolenza crea un effetto visivo per cui tutto è annebbiato; l’impressione in effetti è che gli scooter producano fumo sott’acqua... la soluzione è spostarsi in sezioni della grotta in cui l’aloclino non è ancora stato disturbato.
In serata c’è il primo briefing del progetto nel negozio di Chris e Danny, Zero Gravity, e abbiamo modo di incontrare tutta la squadra: Chris LeMaillot, Danny Riordan, Jarrod Jablonsky, David Rhea, Fred Devos, Per Thomsen, Alex Alvarez, Franco Attolini, Sam Meacham, Simon Richards, Tom Karch, Gianmario Rocca, Luca Maghelli, Lars, Sigurd ed io.