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Doux de Coly - un progetto EKPP PDF Stampa E-mail
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Martedì 28 Luglio 2009 07:10
Doux de Coly è situato in Dordogne, nel mezzo della Francia, in un paese rinomato per le sue spettacolari grotte subacquee. Anche se non decorate come le grotte del Messico, né calde quanto quelle della Florida, le grotte in Francia hanno una loro "magia". L'entrata a Doux de Coly è su una proprietà riservata, la prima immersione ci fu fatta nel 1960. Tuttavia, non venne considerata fino al 1970, quando P.J. Debras raggiunse una profondità di 52 m per una distanza in penetrazione di 365 m, raggiungendo il limite e la parte più profonda della grotta fino a quel momento.
Nel 1981, lo Swiss Groupe Lemanique de Plonger Souterrain (GLPS) spostò il limite raggiunto a 1.760 m usando gli scooter (DPV); quindi, tornarono nel 1983, per spingersi fino a 2.100 m di penetrazione. Lo stesso anno, Oliver Isler estese il limite a 3.100 m con un tempo d'immersione di 3 ore di fondo ed 8 ore di deco. Nel 1991, Isler raggiunse 4.055 m a Doux de Coly; il suo tempo totale in acqua fu di 14 ore; in questa spedizione fu coinvolto anche il British Cave Diving Group. Isler ritornò nel luglio del 1998 e raggiunse i 4.300 m durante un progetto della durata di tre settimane al quale parteciparono 40 persone. Isler s’immerse da solo, usando il suo Rebreather RI2000 e lo scooter di Reinhard Buchaly.
All'inizio del 2001, Reinhard Buchaly suggerì di verificare il sito di Doux de Coly usando il rebreather RB80 in doppia configurazione. Fu usata la doppia configurazione perché fare il set up della parte più profonda della grotta, con un numero sufficiente di fasi, non era considerata possibile. L'intero progetto prevedeva che fosse effettuato in una settimana; tuttavia, ne fu considerata una in più per precauzione. Per aiutarci nella realizzazione del progetto, è stata sollecitata la collaborazione di altri subacquei DIR in Europa; alla fine, 14 persone provenienti da 6 paesi differenti hanno fornito l’assistenza necessaria.
I subacquei di supporto hanno utilizzato trimix 21/35 per il posizionamento degli habitat, delle fasi, dei tubi di riscaldamento, ecc. L’addestramento per l'installazione di questi habitat è stato fatto in una cava del posto alcune settimane prima dell’inizio del progetto.
La temperatura dell'acqua a Doux de Coly è a 12° C tutto l'anno. Per questo, abbiamo deciso di usare l’habitat ed il riscaldamento elettrico durante la decompressione poiché, anche se saremmo stati in grado di sopravvivere anche senza quest’ultimo, sarebbe stato comunque abbastanza sgradevole. La parte più difficile stava nell’inserire gli ancoraggi dei due habitat nel calcare; ma a causa delle caratteristiche della grotta non avevamo altre possibilità.
Per il set up, una squadra avrebbe posizionato fasi di trimix a 800 m, mentre un’altra avrebbe sistemato 4 scooter Magnum a 500 m; li avremmo presi durante l’immersione di punta. Il lavoro è stato sia divertente sia una grande esperienza per tutti i partecipanti.
La mattina del 9 agosto 2001, ci siamo svegliati alle 6:41. Volevamo cominciare presto, nelle ore più fredde della mattina, per evitare di sudare troppo durante la vestizione. Non volevamo la possibilità di infreddolirci per l’immersione. Al condotto, abbiamo lasciato le fasi con trimix 50/25 e preso quelle con trimix 19/65 per portare i rebreather. Il nostro stop successivo era pianificato a circa 500 m dove avremmo preso i quattro scooter; a 800 m, dovevamo prendere due fasi trimix ciascuno, una con una 19/65 e l'altra con una 30/50. Qui, inoltre, avremmo lasciato le fasi usate fino a questo punto così come un 14 piedi cubi di argon usato durante la discesa iniziale. L'ultima cosa che volevamo succedesse durante l’immersione era finire l’argon.
Di tanto in tanto abbiamo scambiato i rebreather per controllare se stavano funzionando correttamente. Il programma di Reinhard era respirare ugualmente su entrambi mentre io decisi di controllare quanto tempo un filtro sarebbe durato in queste condizioni.
Reinhard ed io avevamo 4 scooter Magnum ciascuno, ognuno con più di due ore di autonomia ed un canister Ni-Cd da 20 ampère/ora con una lampada da 18W. Nel migliore dei casi questo ci dava più di 9 ore di alimentazione per lo scooter e circa 10 ore di luce. Il filtro sarebbe durato 20 ore, così eravamo ben sistemati. Come luce di riserva ciascuno aveva una HID 10W in tasca e un bibo da 20 litri come bailout.
Prima dell’immersione abbiamo deciso che avremmo chiamato l’immersione se uno di noi avesse perso un rebreather o più di uno scooter.
Dopo 131’ d’immersione eravamo a poco più di 50 m; a 160 siamo stati costretti a sostituire una parte di cima, che ci ha preso appena un attimo. Subito dopo la riparazione però quella vecchia si è impigliata nell’elica del mio scooter, inceppandolo completamente. Abbiamo lasciato lì uno dei miei scooter e deciso di continuare. A 3.200 m abbiamo lasciato una fase di trimix e a 3.500 m due degli scooter di Reinhard e uno dei miei.
Abbiamo raggiunto il limite di Isler dopo 221’ d’immersione. Abbiamo fissato una cima e continuato. Reinhard stava mettendo la cima, mentre io prendevo il suo scooter di riserva e lo illuminavo. Improvvisamente la grotta inizia a diventare sempre più profonda. Il reel di Reinhard aveva 1.000 m di cima da 2.5 mm di diametro; era stata marcata ogni 20 m per facilitare la misurazione. Per questa parte più fonda abbiamo deciso di passare al back gas per una attimo, nella speranza che la caverna diventasse di nuovo meno fonda. Quando abbiamo raggiunto la profondità inattesa di 64.6 m abbiamo deciso di chiamare l’immersione. Abbiamo messo 700 m supplementari di cima nuova, spingendo la sezione esplorata della grotta a 5.000 m.
A questo punto, il mio Vyper mostrava 375 minuti. Ho premuto il tasto di memorizzazione e siamo tornati indietro. Abbiamo preso gli scooter e le fasi e all’80% della nostra pressione massima abbiamo iniziato i deep stops. Abbiamo deciso di fare tutta la nostra decompressione con il rebreather fino a raggiungere l'habitat a 9 m, dove avremmo cambiato con O2.
Tutta la nostra deco è stata fatta come se fossimo in circuito aperto in modo che nessun tempo supplementare fosse aggiunto per essere con il rebreather. Il nostro primo stop "reale" era a 42 m dove abbiamo cambiato con una miscela 30/40 e collegati con il riscaldamento elettrico.
Il nostro team di supporto ha fatto uno splendido lavoro. Dopo aver finito la nostra tappa a 9 m, abbiamo cambiato ancora con una 17/55 e siamo usciti. Il team di supporto aveva disposto gli stick luminosi lungo gli ultimi metri della cima, in modo che fosse facilmente visibile. Nella pozza d’entrata a 6 m ci siamo fermati per alcuni minuti peri vedere cosa avrebbe fatto il Vyper ai 999 minuti. Dopo alcuni minuti abbiamo realizzato che doveva essersi fermato così siamo risaliti molto lentamente.
La prima squadra di supporto è apparsa presto. Da quando abbiamo cominciato l’immersione, le squadre giungevano con gli scooter fino al condotto ogni 30 minuti, per vedere se arrivavamo e poi se ne riandavano.
Ora scrivo sulle wet notes: "5 chilometri tutto BENE." Quando questa particolare squadra di supporto è uscita, abbiamo sentito ognuno cominciare ad incitare in superficie. Siamo rimasti nella stazione di riscaldamento per 8 minuti. Il resto della deco è stato eseguito nel condotto verticale, che significa, "stare neutri galleggiando" per tutto il tempo.
La squadra di supporto aveva installato due cime nel condotto e disposto tutte le nostre fasi sui morsetti. Ciò ha permesso di attaccare lì tutta la nostra attrezzatura e spostarci verso l'alto.
Come abbiamo decompresso, abbiamo scaricato il jacket e messo più argon nelle mute per stare più caldi ed in modo più confortevole. La squadra seguente è arrivata con il primo tè caldo. Ci hanno chiesto se tutto fosse OK e se avessimo bisogno di qualcosa. Ho risposto "un Big Mac Meal" più come uno scherzo che come richiesta reale.
Abbiamo fatto i break gas in circuito aperto per avere un altro boccaglio; ormai la parte interna delle mie labbra si stava cominciando a rompere. Erano già 557 minuti d’immersione. Durante la decompressione, era importante controllarci costantemente; specialmente quando la squadra di supporto era assente. Dopo undici ore su un Rebreather, ho notato che l'impianto di lavaggio si stava rompendo e sono passato all'altro.
Come break gas abbiamo usato gas deco standard (35/35, 50/25) con 17/55 e fatto un break di quindici minuti prima di passare a pressione parziale di O2 di 1.6. A 21 m abbiamo fatto 15’ con il gas di deco e 5’ con la 17/55. Allora le nostre luci primarie si sono esaurite e siamo passati alle batterie del riscaldamento.
Dopo 730’ d’immersione, abbiamo tolto i rebreather per entrare nell'habitat. C’eravamo esercitati in questo con alcuni della squadra prima dell’immersione. Abbiamo messo su una cintura di zavorra, fissato alcuni pesi ad esso, quindi preso il break gas ed entrati nell'habitat.
Inizialmente, l'habitat aveva pochissima aria all'interno. Comunque, alzando la sede con una cima ed espirando si è facilmente svuotato dell’acqua, creando così un alloggiamento asciutto per la parte superiore del corpo. L'habitat aveva finestre, così da poter guardare all’esterno. Nel caso l'habitat si fosse liberato dagli ancoraggi, abbiamo tenuto le pinne e una maschera a portata; la cintura di zavorra ancora fissata vicino a noi sulla panca.
Abbiamo deciso che avremmo fatto una decompressione più lunga di quella necessaria nell'habitat perché la prima camera iperbarica era a 4 ore di macchina e non c’era la possibilità dell’elicottero di notte. Improvvisamente, è apparso un Big Mac Meal; era persino caldo! Il Mc Donald più vicino era a 30 km da lì! Reinhard non ha mangiato il suo, ma io si e ho riso per questo. Reinhard leggeva e io guardavo fuori dal vetro per la maggior parte del tempo. Abbiamo lasciato tutte le luci accese in modo di poter vedere fuori.
Dopo l'emersione, siamo stati inondati di Champagne e ci hanno detto che il barbecue era pronto. Ci siamo alzati in piedi in acqua per un paio di minuti, mentre alcuni dei membri della squadra mettevano l’attrezzatura vicino all'acqua nel caso fossimo dovuti rientrare. Entrambi ci sentivamo bene, comunque abbiamo esitato e siamo stati seduti per un’altra ora, dopodiché ci siamo controllati con un Doppler, mangiato e raccontato al team dell’immersione.
Nel fare questo tipo d’immersione, si nota realmente quanto sia importante avere standard di squadra. E’ stato di notevole aiuto per noi aver avuto la possibilità di fare un’immersione con George Irvine e il WKPP a Whakulla due mesi prima di quest’immersione. Lì abbiamo potuto vedere di prima mano come si conduce un progetto ben organizzato.
C’è una buona possibilità che torneremo in Francia quest’estate, portando con noi uno scooter in più, una bombola di fase in più (con una miscela più profonda), per vedere dove va Doux de Coly.

Team Doux de Coly:
Michael Waldbrenner e Dr. Reinhard Buchaly

con il supporto di:
Christiane Wieland, Dirk Zielinski, Goetz Braetuigam, Harmen Nieuwenhuis, Helmut Pearson, Hervé Deschamps, Ian Pinkstone, John Grogan, Michael "Brus" Brusdeilins, Paolo Passalaqua, Peter Fjelsten, Ralph Wilhelm, Tanja Buchaly, Thomas Karch

Decompressione
 
 prof (m)
 tempo (min)  gas
42 8trimix 30/40
39 17 
36
 24trimix 35/35
33
 11 
30
 12 
 2718
 
21
15
 
2115break (OC) trimix 15/55
21
31trimix 50/25
18
36 
 1848
 
 1271
 
12
15
 break (OC) trimix 15/55
 9 210

 habitat (OC): O2 & breaks trimix 17/55

 
douxdecoly_profile
 
Aggiornamento:
Nell’Agosto 2002, l’EKPP ha spinto l’esplorazione del sistema di grotta di Doux de Coly a 5.675 m. L’immersione, iniziata alle 7:03 del 22 Agosto 2002 è durata 18 ore e 21 minuti. I subacquei di punta, Michael Waldbrenner e Reinhard Buchaly, sono riemersi la mattina del 23 Agosto 2002 all’1:24 dopo aver aggiunto 675 m al limite dell’anno precedente. Ogni subacqueo ha utilizzato una configurazione con doppio rebreather RB80, con 2 bombole da 20 litri come bailout (trimix 16/80), e 5 Magnum Gavin Scooters.
 
Michael Waldbrenner
 
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