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Yax Chen, cave divers’ cave PDF Stampa E-mail
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Domenica 06 Settembre 2009 15:13
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Yax Chen, cave divers’ cave
il dopo
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I due giorni successivi si cambiano squadre, JJ e Per vanno a esplorare e filmare il cenote a Sian Ka’an mentre gli altri ragazzi ed io facciamo set up e clean up per Danny, Chris e David a Yax Chen che esploreranno fino a 21.000 piedi. Le immersioni filano lisce e tutto va come programmato... o quasi: una squadra di supporto per il clean up riemerge in un cenote per aspettare Chris e David che rientrano da un’esplorazione nella zona sud, la Arizona Line, ma essendo in anticipo passano il tempo in piacevole compagnia di un coccodrillo di circa due metri che, seppur probabilmente spaventato quanto loro, non li lascia del tutto rilassati e a proprio agio.
In una delle immersioni con un solo scooter, la batteria mi lascia in panne e rientro a traino di Lars, uno dei norvegesi. Attaccato all’inguinale per circa un chilometro l’unico pensiero che assilla la mia mente è la vicinanza tra il mio viso e la sua P-valve quindi decido saggiamente di fargli uno scherzetto da bravo italiano... la vite della mia P-valve la uso per tappare la sua overboard discharge... così, tanto per sicurezza.
Ultimo giorno del progetto, è il momento del clean up generale. Tutti in acqua a recuperare stage e scooter utilizzati come safety durante la settimana. Un altro giro sulla sagola principale per me, questa volta in compagnia di Danny, Tom e Luca, fino a 15.000 piedi.
Inutile dire che ormai la grotta la conosciamo, sappiamo dove cambiare scooter e dove ci si deve aspettare di fare un cambio stage, sappiamo quanto tempo ci vuole tra un cenote e l’altro e cosa aspettarsi dopo la prossima curva. Arriviamo ai 12.000 piedi e da qui in poi per Tom, Luca e me è zona ancora inesplorata. Sempre meglio, le dimensioni del tunnel aumentano, le pareti diventano più chiare e l’acqua ha riflessi bluastri.
Rientrando troviamo il tempo per fare un po’ di pratica e ci giriamo l’attrezzatura per trasportare a turno 4 stage e 3 scooter. La grossa differenza rispetto alle immersioni che faccio di solito è che qui non si parla di centinaia di metri, al massimo un chilometro, ma di diversi chilometri, per cui il concetto di efficienza nella disposizione dell’attrezzatura si trasforma facilmente in svariati minuti di differenza per completare il percorso ed è tutto molto più evidente. Per divertirsi ancora un po’ la batteria della torcia di Tom cede definitivamente per l’uso e l’abuso intenso durante la settimana... quindi si esce illuminando la sagola per lui che viaggia con la scout.
Quest’immersione mi fa venire in mente le parole di Chris... Yax Chen is cave divers’ cave... non c’è visibilità infinita e neanche innumerevoli formazioni come nelle altre grotte messicane ma trasmette davvero l’idea di un sistema idrogeologico complesso e di dimensioni spaventose. E’ ricco di vita perché molti cenotes caratterizzano soprattutto la zona iniziale e hanno dimensioni anche fino a 600 metri tra una sponda e l’altra. E’ semplicemente affascinante dal punto di vista biologico e idrogeologico e la quasi certa connessione con la biosfera, anche se ancora da scoprire, è un mistero ancora più intrigante.
Alla fine del progetto sono stati esplorati e rilevati nuovi passaggi per un totale di diversi chilometri ed inoltre è stato localizzato un nuovo sistema che risulta estremamente promettente. I risultati sono stati più che soddisfacenti e c’è giià materiale per organizzare altri progetti nei prossimi mesi.
Sono partito per il Messico pensando di partecipare al progetto di esplorazione di una grotta e che sarebbe durato una settimana... ora mi ritrovo a pensare al sistema idrogeologico più complesso in cui abbia mai fatto immersioni e con la certezza che le potenzialità di sviluppo del sistema offrono spunti per anni e anni di ricerca scientifica ed esplorazione. Rispetto ad altri progetti di esplorazione la spinta scientifica qui è stata sicuramente più marcata, come anche è stata maggiore l’attenzione per far crescere tutti i membri della squadra e dare a tutti la possibilità progredire nell’esperienza subacquea.



 
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