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La Biosfera di Sian Ka’an - biosfera 2 PDF Stampa E-mail
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Domenica 06 Settembre 2009 15:06
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La Biosfera di Sian Ka’an
biosfera 2
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Il giorno successivo torniamo armati di stage fresche per cercare di arrivare ad un livello più profondo nello stesso cenote; si riesce a vedere il livello sottostante ma l’accesso è bloccato dai crolli… in alcuni punti della grotta le bolle fanno cadere il sedimento dal soffitto e anche alcune delle stalattiti più sottili deteriorando la visibilità praticamente subito tanto che è difficile capire quale sia la strada da seguire; mentre tiro la sagola pago lo scotto della scarsa esperienza in fatto di esplorazione e, se posso arrivare dal punto A al punto B con una linea retta... io invece passo per tutto l’alfabeto; anche la mia tecnica nello stendere la sagola non è proprio elegante ed efficiente paragonata a quella di Fred ma nell’insieme sono soddisfatto. Proviamo a spingerci in qualche passaggio più stretto caratterizzato da molte decorazioni e da un acceso colore arancio ma alla fine chiudiamo un circuito riconnettendoci alla nostra sagola; il rilievo alla fine ci conferma che non ci sono altre prosecuzioni.
Trovato l’ingresso della cavità scendiamo subito fino a 15 metri circa lungo un pendio ma la corrente è così forte che ci costringe ad usare il pull and glide per entrare... solo che non c’era il glide, era solo pull... attaccati alle rocce sventolando come bandiere. Facciamo una cinquantina di metri e diverse curve ad angolo retto, il tunnel ha un diametro di circa 6 metri... Fred chiama l’immersione perchè ha tagliato la stagna sulle rocce taglienti e comunque con quella corrente servono gli scooter. La corrente è simile a quella che si può trovare ad Oliero nel tratto del laminatoio nei periodi di piena o a Ginnie Springs nel tratto denominato "The Lips", il che significa che non è sicuramente un sistema chiuso da crolli e sedimento ma piuttosto lo sbocco di un sistema di dimensioni notevoli. Bingo! 
Tornando verso il pontile da cui siamo partiti decidiamo di fare ancora un tuffo in un altro cenote, davanti alle rovine Maya. In superficie ci saluta un lamantino che mette il naso fuori dall’acqua per respirare e dopo qualche minuto siamo in acqua. Anche qui stesse condizioni, acqua molto calda e visibilità ridotta; scendiamo molto vicini per non perderci durante la discesa ma arrivati a 3 metri... wow, visibilità perfetta, branchi di pesce che ci circondano per niente spaventati ma che anzi vengono verso di noi, un cenote di almeno 20 metri di diametro col fondo a circa 6 metri e una corrente fortissima che ci fa subito capire che si tratta di qualcosa di grosso.
Torniamo a riva e mi godo l’ultima notte a Sian Ka’an, pace e tranquillità... non c’è niente se non una costruzione semplicissima e una torre in legno alquanto precaria, un enorme albero morto le cui radici sorreggono il peso dell’intera costruzione, almeno per ora... niente acqua calda ed elettricità disponibile solo col gruppo elettrogeno, un paradiso terrestre ancora intatto. Tutto intorno... mangrovie mare e un tramonto da favola.


 
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