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...un’associazione no profit che opera per dare la giusta visibilità e una corretta informazione su tutto ciò che riguarda il sistema DIR, dedicando anche il suo impegno a sostenere l’importanza dell’addestramento subacqueo e a far conoscere la GUE tra le comunità subacquee locali.

Il progetto - 4 PDF Stampa E-mail
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Martedì 15 Settembre 2009 14:55
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Il progetto
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La logistica
Lo sviluppo della squadra in termini di progetto, logistica, immersioni e divertimento è stato ben al di sopra delle nostre aspettative. Nell’ottobre 2007, nel corso del nostro primo week-end, ci siamo trovati in 10 subacquei e siamo riusciti ad effettuare 11 immersioni durante un fine settimana, producendo un rilievo sorprendentemente preciso dei primi 120 m della grotta, considerato anche che molti di noi erano alle prime esperienze di rilievo. Durante l’ultimo meeting abbiamo organizzato 40 immersioni, con 16 subacquei, una squadra di supporto di superficie a tempo pieno di 7 persone, 50 stages, scooter, 2 compressori sul posto e bomboloni di stoccaggio di nitrox 32.
All’inizio abbiamo effettuato immersioni di ambientamento, limitandoci a penetrazioni molto ridotte nei limiti del Cave1; abbiamo riposizionato la sagola e abbiamo pulito la grotta dagli spezzoni di sagola rotti e dagli elastici che erano stati utilizzati per fissarla. Abbiamo fatto ruotare le squadre cambiando i componenti in modo da far andare in acqua i subacquei con diversi compagni, potersi conoscere e rodare un po’ le procedure di entrata e uscita dalla zona asciutta. Un po’ alla volta, il tempo necessario per rilevare alcune zone e l’aumentare della profondità ha richiesto l’utilizzo di
stages e scooter, con tempi di fondo tra i 50 e i 100 minuti. Le squadre hanno ormai la necessità di utilizzare scooter per spostarsi nelle zone più profonde, o per arrivare più velocemente nella zona in cui si intende operare; considerando il numero di subacquei e la complessità della grotta diventa quasi obbligatorio posizionare delle bombole di sicurezza nei punti in cui i tunnel si intersecano, cioè dove tutte le squadre devono passare. Il posizionamento e il recupero dell’attrezzatura dopo le immersioni a sua volta richiede il passaggio di un maggior numero di subacquei nella zona iniziale, dove si effettua la decompressione.

Questo aumentare della complessità ha reso necessario organizzare al meglio il roster delle squadre in immersione, trovandoci spesso con 2 o 3 squadre in acqua contemporaneamente nelle zone profonde della grotta e dovendo fare in modo che queste non si incrocino troppo da vicino nella fase di decompressione. Da questo punto di vista, la morfologia della grotta non aiuta: la sezione asciutta è abbastanza limitata e non lascia spazio a troppe attrezzature e persone. L’attrezzatura necessaria ad ogni squadra dev’essere portata dentro appena prima che la squadra scenda, in modo da non interferire con la squadra precedente o con quella che sta uscendo. Discorso simile può farsi per i primi 100 m di grotta, ossia la zona dai 30 m in su dove viene effettuata la decompressione; di 40 metri invece la grotta diventa di conformazione labirintica e le squadre possono distribuirsi in differenti tunnel, eventualmente lavorando anche sullo stesso tratto ma arrivando da direzioni opposte. Il rilievo del sistema, senza dubbio, è stata una forte motivazione per la squadra,  soprattutto una volta che si sono cominciati a vedere i primi risultati; passare da una semplice poligonale della sagola al vedere i dettagli, le pareti e gli speleotemi, ha fatto diventare il rilievo una specie di droga.

Sapere che i dati raccolti in ogni immersione avranno un effetto diretto sulla qualità e sul progresso del rilievo, rende ogni immersione più interessante. E’ fondamentale effettuare misurazioni precise e ripetere le stesse operazioni in maniera metodica e consistente per far si che nella fase di inserimento dei dati non ci siano discrepanze. La maggior parte del lavoro è fatto a secco, di solito in hotel parecchio dopo che le immersioni sono concluse. Un processo rigoroso e consistente nella registrazione dei dati è fondamentale perché qualunque dato rilevato male o non rilevato viene presto dimenticato; quel che non è scritto semplicemente non esiste. Si passano parecchie ore su dei software che creano il rilievo e anche la scelta stessa del software più adatto ha richiesto un bel po’ di tempo. Il video e le foto realizzate, se da un lato appagano l’ego dei subacquei, dall’altro lato forniscono indicazioni molto più dettagliate e facilmente interpretabili ai geologi. Per poter raccogliere ancora più informazioni sono state effettuate una serie di foto in corrispondenza di punti predefiniti della grotta; in queste foto vengono definite in maniera più chiara la sezione della grotta oppure formazioni particolari, il tipo di sedimento piuttosto che il colore o la tipologia delle rocce.

 
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