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...un’associazione no profit che opera per dare la giusta visibilità e una corretta informazione su tutto ciò che riguarda il sistema DIR, dedicando anche il suo impegno a sostenere l’importanza dell’addestramento subacqueo e a far conoscere la GUE tra le comunità subacquee locali.

Il progetto - 2 PDF Stampa E-mail
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Martedì 15 Settembre 2009 14:55
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Il progetto
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Le sfide
La prima sfida è stata determinare il numero totale di persone da coinvolgere, e siamo stati risoluti nel mantenere il numero minore possibile. Bisognava trovare un equilibrio tra un numero minimo adeguato al raggiungimento dei nostril obiettivi ed evitare complessità logistiche addizionali. Anche se Alviela è una bella località, la logistica sul posto si dimostra complessa per la mancanza di strutture e per l’accesso alla parte asciutta della grotta che non è ne molto agevole ne spazioso . Questi due elementi hanno decisamente influenzato le nostre decisioni nel fissare il numero massimo di persone da invitare nella squadra. Per sviluppare la comunità subacquea locale e per aumentare la loro esperienza in termini di progetti, abbiamo deciso di invitare esclusivamente subacquei con una esperienza speleosubacquea molto limitata. Di conseguenza, molti amici con ottime capacità ed esperienza nel rilievo, nei video o fotografia subacquea non sono stati invitati, per dare invece spazio a subacquei neo-brevettati Cave1 ed offrirgli la possibilità di crescere ed imparare. Questo ovviamente ci ha obbligati a limitare il tipo di obiettivi che ci eravamo posti all’inizio, ma abbiamo preferito focalizzarci sullo sviluppo della squadra e di un certo numero di subacquei piuttosto che del rilievo o dei video. In seconda battuta, abbiamo coinvolto subacquei provenienti da Italia, Spagna e Norvegia, ma sempre con esperienza speleosubacquea abbastanza limitata. Anche se questa scelta ha reso le cose più difficili all’inizio, abbiamo ritenuto che un gruppo ben organizzato, con un forte spirito di squadra, avrebbe potuto portare a termine un rilievo della risorgiva con un buon livello di precisione.

Pianificazione e comunicazione
Creare una scaletta e uno scheletro di pianificazione con subacquei che arrivavano da Portogallo, Italia, Norvegia e Stati Uniti è stata questione di scambiare alcune email, ma coinvolgere davvero tutti nel progetto è stata un’altra storia. Abbiamo provato differenti piattaforme online per comunicare in maniera efficiente, cercando di attirare l’attenzione dei vari membri ed affidando a ciascuno di loro compiti che sfruttavano il loro background e la loro esperienza (dall’organizzare la logistica fino all’annodare la sagola ogni 3 metri). Non volevamo fare tutto da soli però, così abbiamo chiesto consiglio a Dawn Kernagis, membro veterano del WKPP e loro surface manager, che ci ha dato parecchi suggerimenti utili.
Inizialmente abbiamo cercato di coinvolgere tutti nella pianificazione online e nella discussione degli obiettivi del progetto e personali e nello scambio di opinioni sulla logistica. I risultati sono stati non sempre incoraggianti, con periodi di comunicazione zero. Apparentemente non tutti i membri del team erano attivi quanto ci sarebbe piaciuto ma alla fine abbiamo trovato un equilibrio e, in prospettiva, è bastato il primo assaggio per accendere gli entusiasmi e rodare gli ingranaggi.

L'attrezzatura

La necessità di pianificare molto bene era evidente: con la stazione di ricarica più vicina a Lisbona, più di 100 km di distanza, e la mancanza completa di supporto logistico, avremmo dovuto caricare autonomamente le bombole ed organizzare le immersioni di conseguenza. Sostanzialmente abbiamo finito per dividerci in squadre e ruotare tra immersioni, supporto di superficie e turni al compressore, il tutto facendo andare in acqua due o tre squadre contemporaneamente. Parecchi di noi hanno sperimentato direttamente come il ritardo di una squadra sul programma avrebbe obbligato il team successivo a recuperare il tempo perso; tuttavia, questi problemi sono stati risolti abbastanza bene già dopo il primo week-end di immersioni. Ogni giornata di immersioni abbiamo imparato lezioni nuove: come organizzare al meglio le squadre subacquee e far si che il supporto di superficie fosse sempre libero e disponibile; procedure differenti per lo spostamento delle bombole dentro e fuori dalla sezione asciutta (per mezzo delle corde, delle pulegge o delle scale); controllo della piattaforma dove ci si prepara all’immersione; organizzazione della stazione di ricarica con il compressore e le bombole di elio e ossigeno; abbiamo anche potuto fare considerazioni importanti su forma fisica/nutrizione/idratazione. Ogni giorno inizia con un briefing e finisce con un debriefing, dove le attività quotidiane vengono discusse, i problemi notificati e risolti, il programma per il giorno seguente rivisto ed approvato. La coordinazione di tutte questa attività è divertente, ma allo stesso tempo richiede notevole impegno; dopo il primo fine settimana ad Alviela tutti erano soddisfatti, sorridenti e stanchi e con un apprezzamento del tutto nuovo per le difficoltà da superare e per il coordinamento necessario a far girare correttamente tutta l’organizzazione.
 
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