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...un’associazione no profit che opera per dare la giusta visibilità e una corretta informazione su tutto ciò che riguarda il sistema DIR, dedicando anche il suo impegno a sostenere l’importanza dell’addestramento subacqueo e a far conoscere la GUE tra le comunità subacquee locali.

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Martedì 15 Settembre 2009 14:55
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Durante corsi e presentazioni GUE, si nominano spesso i team di subacquei coinvolti in svariati progetti e che sono distribuiti in tutto il mondo; spesso gli allievi hanno uno sguardo perplesso e si chiedono se saranno mai parte di queste squadre. E' semplicemente una questione di motivazione ed impegno, anche se all'apparenza può sembrare un obiettivo lontano o difficilmente raggiungibile. Apparentemente, il percorso necessario per passare dai corsi GUE ad emozionanti progetti subacquei sembra lungo e difficile mentre, al contrario, è abbastanza semplice partecipare a questi progetti, ovviamente nei limiti delle proprie capacità e in base al livello di impegno che si vuole dedicare.
Ho incontrato Alexander "Sasha" sawyer (anche lui istruttore GUE) per la prima volta mentre insegnavo a Barcellona (Spagna) durante l'estate 2006; si trovava in zona solo per alcuni giorni e abbiamo finito per co-insegnare come se fossimo amici di vecchia data condividendo la stessa passione. Parlando di immersioni speleo nella penisola iberica, Sasha mi raccontò un'immersione fatta in una bella e particolare risorgiva in Portogallo e decidemmo di tornare prima possibile per dare un'occhiata più approfondita. Una settimana dopo stavamo organizzando il prmo weekend d'immersione a Olhos de Agua do Alviela, insieme al portoghese Ricardo Costantino. Abbiamo voluto condividere pensieri e riflessioni scarturiti mentre organizzavamo e svolgevamo il rilievo nel sistema ipogeo di Alviela, analizzando soprattutto come abbiamo costruito la squadra, scelto gli obiettivi e imparato dalle difficoltà logistiche specifiche del sito.

Definire gli obiettivi
Imparare ad immergersi in squadra è una parte imprtante dell'addestramento GUE, ma è solo il primo passo per imparare a lavorare in squadra all'0interno di un progetto a medio termine. Avendo partecipato a diversi progetti ed avendo interagito con svariate squadre, la ma esperienza diretta è che proprio questo rappresenta l'aspetto critico per la riscita (o meno) di proegtti a medio o lungo termine.
Coordinare una squadra richiede molto impegno e per noi è stato necessario trovare un equilibrio tra obiettivi che fossero ragionevoli e la soddisfazione personale dei singoli membri, permettendo così la formazione dello "spirito di squadra": i subacquei del team avrebbero dovuto non solo conoscersi per laprima volta ma anche conoscere il sistema steso di Alviela per la prima volta. Abbiamo interpretato subito il progetto come un'esperienza di sviluppo di un team e un laboratorio per accrescere l'esperienza di ogni singolo membro; di conseguenza anche gli obiettivi hanno dovuto essere soppesati in base alel capacità e impegno di ogni singolo membro coinvolto.
Alviela è già stata esplorata fino a 120 m di profondità, quindi continuare l'esplorazione era fuori discussione. Tuttavia, una squadra costruita partendo da zero, avrebbe potuto sviluppare procedure adeguate a rilevare in maniera molto dettagliata la prima parte della grotta; quindi, ci è sembrato ragionevole sviluppare una squadra tramite un progetto di medio termien focalizzato sul rilievo di questo complesso sistema.
Dopo aver verificato con geologi e studiosi locali, ci siamo resi conto che nella comunità scientifica c'era un forte desiderio di sapere di più sulla sorgente e che le notizie a disposizione erano decisamente scarse. Anche se Alviela è stata esplorata da molti subacquei (recentemente da Jerome Meyniè e Martin Burgui, rispettivamente francese e spagnolo), la comunità scientifica necessitava di dati più precisi per una comprensione dell'idrogeologia del sistema.

Grazie al prof. José Antonio Crispim e a Piotr Gajek abbiamo ottenuto tutti i permessi necessari e le informazioni disponibili sulla grotta; dopo aver verificato il lavoro già svolto da altri subacquei, abbiamo concordato sulla necessità di ottenere dati più dettagliati in termini di rilievo. Questo avrebbe consentito alla SPE (la società speleologica locale che ci ha supportato) e ad altri ricercatori di farsi un'idea più chiara di quel che succede nella parte sommersa di Alviela. L’obiettivo della squadra è quindi diventato portare a termine un rilievo di grado 3 dell’intero sistema, definendo pareti, caratteristiche e speleotemi, con una percentuale di errore nella chiusura del rilievo inferiore al 3%. Inoltre, tra gli obiettivi abbiamo inserito anche la produzione di un breve video che aiutasse i non subacquei a capire il sistema.


 
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