DIRItalia è...

...un’associazione no profit che opera per dare la giusta visibilità e una corretta informazione su tutto ciò che riguarda il sistema DIR, dedicando anche il suo impegno a sostenere l’importanza dell’addestramento subacqueo e a far conoscere la GUE tra le comunità subacquee locali.

Affiliato GUE

 

 

 

Il sacco PDF Stampa E-mail
Martedì 12 Maggio 2009 14:35
Appesantiti da più di 50 kg di attrezzatura, molti credono di dover usare compensatori d'assetto con sacche molto grandi. In realtà la maggior parte dei subacquei preferisce sacche da non più di 25 kg di spinta, mentre alcuni insistono nell'usare doppi sacchi con una spinta combinata di 80 kg; ovviamente, la scelta del volume non dipende dal peso a secco del subacqueo, e un compensatore di assetto con 25-30 kg di spinta dovrebbe essere sufficiente a far galleggiare praticamente chiunque. Molti sub tendono a sovrazavorrarsi, necessitando così di una gran quantità d'aria nei loro sacchi. L'aria in eccesso all'interno del compensatore di assetto aumenta chiaramente la resistenza aumentando di conseguenza anche la fatica.
In genere si concorda nel dire che si dovrebbe usare un sistema ridondante, come una muta stagna, quando ci s'immerge in zone con fondale profondo o inesistente come nel caso di grandi grotte o dell'oceano. I subacquei che usano doppi sacchi hanno verificato la presenza di ulteriori problemi, come l'aumento di resistenza all'avanzamento e del carico di compiti e di confusione in immersione nonché di gonfiaggi incontrollati. Un piccolo trafilamento dal meccanismo di gonfiaggio potrebbe aggiungere continuamente aria al sacco dell'inconsapevole subacqueo. Quando il sub diventa più positivo, normalmente cerca di scaricare dalla sacca principale, essendo assolutamente ignaro del gonfiaggio di quella secondaria. Se il sub non è in grado di risolvere velocemente il problema, si ritroverà in superficie, con tutta una serie di conseguenze.
L'approccio DIR evita i doppi sacchi e dedica, invece, molta attenzione al giusto bilanciamento tra sacca, bombole, pesi e muta.
Alcuni sacchi sono conosciuti come "ali in catene", in quanto hanno una serie di elastici che trattengono il sacco. Quando la sacca è gonfia si suppone che gli elastici si allunghino per permettere il completo gonfiaggio, mentre quando si scarica l'aria servono a ridurre le dimensioni della sacca.
Gli elastici, però, comportano una serie di ulteriori potenziali problemi, come il gonfiaggio non omogeneo e conseguente sfasamento d'assetto, gli effetti negativi in caso di piccoli fori in cui l'elastico espelle l'aria dal sacco, l'aumento di resistenza a causa della superficie irregolare o quella in caso di gonfiaggio a bocca. In breve, i sacchi elasticati non hanno senso per configurazioni logiche d'immersione.
Storicamente i sub hanno dovuto fare una serie di modifiche ai loro compensatori di assetto per aumentarne l'affidabilità. In molti casi queste modifiche sono ancora prudenti, specie se il produttore non capisce o non apprezza l'approccio DIR. Alcune di queste sacche possono essere modificate o, in alternativa, si possono utilizzare compensatori di assetto studiati specificamente per l'immersione DIR, come gli Halcyon. Modelli che sono state modificati comunemente sono lo ScubaPro RecTek, il più vecchio DiveRite Classic e il SeaTec.
Il subacqueo DIR può fare modifiche abbastanza semplici a queste sacche migliorandone così la facilità d'uso e il prolungamento di durata. Innanzi tutto, se il sacco non è costruito con una protezione per la vescica potrà essere ricoperto con il materiale interno delle camere d'aria per proteggerlo dal rischio di fori. Poi, il corrugato di quasi tutti i jacket è troppo lungo e proprio per questo è spesso difficile da rendere idrodinamico; rimpiazzarlo con un corrugato più corto e una frusta non standard, può migliorare significativamente la pulizia del sistema. Alla fine, tutti gli aggiustamenti dovrebbero comunque essere verificati per assicurarsi che siano ben fissati.
 
Joomla 1.5 Templates by JoomlaShine.com