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...un’associazione no profit che opera per dare la giusta visibilità e una corretta informazione su tutto ciò che riguarda il sistema DIR, dedicando anche il suo impegno a sostenere l’importanza dell’addestramento subacqueo e a far conoscere la GUE tra le comunità subacquee locali.

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La configurazione PDF Stampa E-mail
Martedì 12 Maggio 2009 13:40
La configurazione DIR tende ad essere il principale punto d'interesse e di discussione, portando all'errore più frequente che è quello di ritenere di poter adottare solo una parte del sistema, come la configurazione dell'equipaggiamento ed ignorando invece il resto come, ad esempio, l'approccio di squadra o l'allenamento fisico. Il DIR è un sistema olistico e, anche se è possibile adottare un aspetto del sistema all'interno di un'altro, non si otterrà un sistema DIR. È anche probabile che sia pieno di complicazioni; lo stesso vale per la stessa configurazione dell'equipaggiamento.
Chi decide di apportare modifiche ad una qualsiasi parte dell'attrezzatura, è facile che peggiori la situazione, perché ogni parte è complementare al resto. Una dei principi del sistema generalmente più copiati è la procedura per il passaggio dell'erogatore principale ad un subacqueo in emergenza d'aria. Questo assicura che il sub in emergenza riceva un erogatore perfettamente funzionante nel modo più veloce possibile. Alcuni adottano questo sistema ignorando altre importanti componenti del sistema stesso. Questa adozione di parti del sistema è una scelta personale, ma è in chiaro disaccordo con i concetti base del sistema DIR.
Subacquei che adottino la stessa configurazione pulita, saranno più sicuri e più facilmente in grado di darsi assistenza. Modifiche al sistema, per quanto apparentemente minime, porteranno comunque problemi. Il sistema DIR è stato progettato attentamente per essere efficace in qualunque situazione, non solo per le lunghe immersioni in grotta per cui è rinomato. Gli esploratori subacquei estremi, hanno da tempo capito che un sistema complicato peggiorerebbe le difficoltà e che l'equipaggiamento deve essere funzionale e non di impiccio; lo stesso si può dire per qualsiasi subacqueo o qualsiasi situazione.
Sfortunatamente, la maggior parte delle discussioni sul sistema si è focalizzata sulle penetrazioni profonde in grotta. Il sistema è incredibilmente flessibile, lo si può usare in grotta, in oceano, nei relitti e sotto i ghiacci; è ideale per immersioni tranquille sul reef a 10 m di profondità, per lunghe penetrazioni in grotta o per immersioni impegnative su relitti; è il sistema giusto sia in caso di visibilità zero che in caso di acqua cristallina.
L'approccio DIR non ha bisogno di essere modificato in funzione dei diversi ambienti. Infatti, inon è stato sviluppato esclusivamente per l'immersione in grotta e i suoi dettami sono ben lontani dall'essere specifici per quest'uso. La sua flessibilità è dovuta ad una ricerca molto attenta e ad una serie d'immersioni in differenti condizioni: Mar Baltico, Mar Rosso, Mar Mediterraneo, Oceano Atlantico, Oceano Pacifico, Grandi Laghi, Puget Sound, Canale di St. Lawrence.
I subacquei DIR che s'immergono in acque fredde usano guanti e mute stagne gonfiate con argon, in acque gelide guanti stagni e sottomuta più spessi con argon e, a volte, riscaldatori elettrici. I subacquei di acque fredde usano moschettoni leggermente più grossi, ma per il resto, s'impiega esattamente lo stesso sistema come in acque tropicali.
 
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