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Cave 1 Mexico - dicembre 2008 PDF Stampa E-mail
Martedì 12 Maggio 2009 13:41
Dopo aver passato 10 mesi al freddo finlandese, l'idea di trascorrere due settimane al caldo del Messico mi appare come la soluzione perfetta per iniziare l'anno nuovo. Il programma prevede l'invasione italiana dello Yucatan da parte di 9 studenti cave, più Elena e Claudio impegnati in alcune esplorazioni con i ragazzi di Zerogravity.
Dopo un viaggio interminabile, arriviamo a Cancun, dove scopriamo con delizia che la nostra macchina sarà la copia di un’Opel Corsa, made in Chevrolet, e con gioia imbarchiamo le 6 valigie di attrezzatura più 3 bagagli a mano, più noi tre (Lodo, Gloria e il sottoscritto) nello stesso spazio. Dopo esserci dedicati al tetris ci dirigiamo quindi verso Puerto Aventuras, fra "topes" (i dossi artificiali) amorevolmente soprannominate "topas" di dimensioni incredibili, che rischiano di far decollare la nostra piccola utilitaria ad ogni incontro.  La casa che abbiamo affittato per l'occasione, è qualcosa di più della semplice "favelas" sudamericana: jacuzzi all'aperto, spiaggia a 10 passi dalla sala, piscina, due camere enormi vista mare, e una camera più piccola vista muro - che accoglierà amorevolmente me e buddy Manny.
I primi due giorni passano così, tra un passaggio veloce a Tulum a vedere le rovine Maya, e relax in spiaggia e jacuzzi in attesa del corso. Il 26 finalmente il gioco ha inizio. Veniamo divisi a caso fra i tre istruttori, Chris Le Maillot, Danny Riordan e Fred Devos, e il destino pone me Gloria e Lodo con Fred.
Sono curioso di conoscerlo, perchè pur essendo tutti e tre dei fenomeni, di Fred mi avevano parlato particolarmente bene i miei buddy del Tech1, e ora sono proprio curioso di mettere alla prova ciò che di bello mi avevano detto. Il suo modo di fare ci affascina subito. Penso che la definizione "istruttore ZEN" potrebbe dare una buona idea di Fred: sempre calmo, nelle parole come nei gesti, sia in acqua che fuori, riesce a trasmetterci immediatamente la sua serenità e passione per l'ambiente cave.
Ho molte aspettative su questo corso: dopo essermi "battezzato" all'ambiente cave in Finlandia, non vedevo l'ora di avere una preparazione adeguata, e capire fino in fondo pericoli e bellezza di questo ambiente. E subito "assaggio la differenza". Dai 4 gradi passo ad una temperatura dell'acqua di 25, con una visibilità che rasenta come minimo i 60 metri, ma che nei cenotes successivi vedrò arrivare facilmente agli 80/100 senza difficoltà.
Ogni giorno Fred aggiunge problematiche alle immersioni. Si inizia con rotture semplici, come quella della torcia primaria, per passare alla perdita della main line, del compagno, per passare a rientri in zero visibilità, rottura di tutte le torce, esaurimenti di gas… ovviamente dal punto di massima penetrazione!
Le sveglie sono implacabili, quasi sempre alle 6, ma come sempre quando si è in vacanza, è ben diverso alzarsi all'alba per andare a lavorare, o per andare ad immergersi in un cenote, e gli sguardi di tutti dicono solo una cosa "acqua acqua acqua!!!"
Nonostante il gruppo sia vittima della makumba più nera (compagni di viaggio sono anche cistiti, otiti, e cagottini vari), l'umore è splendido, e i giorni del corso volano veloci, fra i racconti dei vari partecipanti, che son sempre più entusiasti.
Il 30 è l'ultimo giorno del corso: Fred ci riporta al Cenote Eden, che avevamo già visto all'inizio, ma che ora possiamo apprezzare con più cognizione: la penetrazione vola in scioltezza, ma al ritorno si scatena l'inferno! Fred ha deciso di testarci fino alla fine, e quindi fra rotture simulate (torce primarie) e reali (allagamento della mia backup) usciamo in condivisione di aria, in zero visibilità, con l'ulteriore incidente in risalita del boccaglio dell'erogatore che mi si rompe, lasciandomi quindi a respirare da un erogatore tipo pesce rosso! E la sera, dopo l'esame, riceviamo la benedizione di Fred: da domani... i cenotes saranno nostri! Già pregusto il momento, e le fotografie che finalmente potrò scattare!
Ma la makumba, che mi ha risparmiato dalle malattie, è dietro all'angolo anche per me, e così, dopo 20 minuti di penetrazione nel cenote Taj Mahal, noto uno strano effetto ottico nello scafandro: e no... non è aloclino... è proprio acqua!!!!! In 7 minuti io e Felix siamo fuori dalla grotta, ma neanche Dr. House poteva fare il miracolo: la sentenza è senza pietà: grandangolo andato, corpo macchina quasi. Come primo giorno niente male! Non sapendo bene se ridere o piangere, la prendo con filosofia, e dopo aver abbandonato la macchina al suo destino, mi tuffo per il secondo tuffo nel cenote, pensando che - come direbbe Claudio - "quest'anno il calendario GUE....NON SARA' MIO"!
Nei giorni successivi giriamo un po' tutti i cenotes che abbiamo avuto modo di provare nei primi giorni, e ne vediamo anche qualcuno di nuovo, fra i quali Eden, Tai Mahal, Carwash, Chaac Mool, Chicken Ha, Xta Bay, Nohoch Nah Chich.
Lo spettacolo è ogni volta unico e incredibile, e ripartiamo da Cancun con la promessa di ritornarvi... o per un Cave2... o per un po' di sano relax. Una sola domanda sorge nella mia mente all'arrivo a Milano guardando fuori dall'aeroporto: ma sono in Italia, o mi hanno dirottato ancora in Finlandia?
 
Fabrizio Tosoni
 
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