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Fundamental Roma - settembre 2003 PDF Stampa E-mail
Sabato 05 Settembre 2009 15:11
Il primo Fundamentals romano è stato organizzato da Gravitazero (www.gravitazero.org) e si è tenuto tra Fregene e Trevignano nei giorni 12-14 settembre 2003. La logistica e la disponibilità di Elena Romano e Claudio Provenzani, che hanno gentilmente offerto casa, e di Davide De Benedictis hanno consentito ai sei partecipanti di trovare ospitalità amichevole e molto organizzata. Un particolare apprezzamento va a Mario Arena per la professionalità dimostrata, la ferma gentilezza e la capacità comunicativa. Ma cosa è successo in questi tre giorni?

Venerdì:
Seduti sui divani azzurri con aria un po' imbarazzata e circondati dai felini di casa Provenzani, veniamo invitati a presentarci, ad elencare le esperienze subacquee e spiegare il perché vogliamo avvicinarci al sistema DIR. Questa è la parte più difficile: venire allo scoperto e spiegare le proprie motivazioni, magari starsi ad ascoltare. Abbiamo tutti esperienze ricreative, con poche e limitate eccezioni, e questo nei giorni a venire sarà uno degli elementi di successo e amalgama del corso. Mario Arena ci incalza, vuole sapere quale, per ciascuno di noi, è la tipologia di subacqueo sicuro e cosciente. Con un po' di maieutica disegniamo il subacqueo che vorremmo essere. Inizia subito con una generale presentazione del sistema, parla di pesata, assetto e tecniche di propulsione. Non si discosta molto dal normale incipit di qualsiasi altro corso Fundamentals... slide, filmati di esercizi, in generale parla lui e deve stimolarci per avere un maggiore feedback. Pausa caffè e torta, poi via a Bracciano.
Il luogo è incantevole e semideserto in queste giornate di fine estate. Parcheggiamo un uno spiazzo fronte lago, poi scarichiamo le attrezzature e ci vestiamo. Giro amichevole di Mario che con occhio clinico valuta la correttezza delle configurazioni: serra bene il secondo stadio, rifai il nodo, togli questo OR a strappo, questa stagna è troppo corta, questa troppo lunga, sposta il pacco batterie. I primi esercizi sono simulazioni di pinneggiate a secco, sdraiati su teli, muscoli contratti: rana, rana modificata, rana all'indietro, alternata, etc. tutto come da manuale. Ripassiamo anche quelli che sono stati definiti gli "otto-di-base", subito rinominati "i magnifici otto": esercizi che tutti dovrebbero saper fare senza alcun problema (svuotamento maschera, gestione frusta primario, cambio erogatori, stazionamento senza maschera, gestione spool, etc.) ma che si riveleranno una rogna.
E' ormai pomeriggio inoltrato e stiamo friggendo nelle mute, ogni tanto qualcuno si butta in acqua per trovare refrigerio. Claudio e Mario fanno due squadre da tre elementi e finalmente si parte a provare in acqua il programma giornaliero. Sembrava poca roba, ma pinneggiate varie, giri d'elicottero, magnifici otto, controllo finale della pesata con le bombole vuote ci impegnano per 104 minuti. Qualcuno viene sequestrato per smobilitare il campo. Usciamo che è quasi buio, col cielo rosato all'orizzonte. Le facce sono stanche e un po' perplesse, chi si ricorda la sequenza dei magnifici otto? Chi è soddisfatto della propria rana? La fame prevale sull'aspetto tecnico e al ristorante si divaga dalle razze canine alla superiorità del luccio sul pesce persico, passando per bibo e decompressive. E' quasi mezzanotte quando Claudio accende la videocamera digitale per visionare i filmati: la definizione è impietosa e gli errori, gli assetti precari, le pinneggiate scorrette sono evidenti, nonostante la sospensione del fangone lacustre.
La stanchezza ci avvolge, preleviamo le bombole dalla ricarica in un forastico desiderio di sonno, poi ognuno fugge: chi sulla Cassia, chi in città, chi nel buen retiro di Fregene. Alle due solo Claudio si aggira per casa garrulo e gaio.

Levata mattutina, prima delle dieci dobbiamo essere operativi a Trevignano. Al bar dove ci ritroviamo per la colazione, si raduna un insieme di capelli arruffati e occhi gonfi per il poco riposo. Claudio non fa una piega e si mette a caccia di vettovaglie, Mario si trincera dietro un silenzio che solo il secondo caffè sembra incrinare. A loro si è aggiunto Davide, che avrà il compito di riprenderci.
La seconda giornata è dedicata al ripasso di quanto fatto il pomeriggio precedente, alla respirazione di coppia, alla chiusura/apertura dei rubinetti su bibo e mono e al lancio del pallone. Dapprima si svolgono i nuovi esercizi a secco, invero un po' macchinosamente, dando la possibilità a Mario di spiegare la logica delle procedure che alcuni già usano "per imitazione". Prima immersione, un'ora abbondante di pinneggiate, assetti, magnifici otto e chiusura rubinetti, air sharing. Ognuno può valutare da solo se sta ottenendo miglioramenti. Mario scivola da una coppia all'altra, e ce lo ritroviamo a fianco senza nemmeno capire da che lato sia spuntato. Nell'intervallo tra un'immersione e l'altra, poco riposo, un veloce panino e 200 metri di nuotata in superficie, tanto per non farci dimenticare che l'attività subacquea non è slegata da altro allenamento fisico.
Nel pomeriggio arriva il vero divertimento, il lancio di palloni che, rivisto la sera nei filmati, sembra l'esibizione di aspiranti giocolieri del circo Barnum: Mario, sopra le coppie che lavorano, a fermare i palloni e ributtarli giù, per consentire la ripetizione dell'esercizio: ciò che è essenziale, sarà il leitmotiv, è il controllo costante dell'assetto, dell'orizzontalità, e la tranquillità nel momento del lancio: "non dovete avere paura del pallone, non dovete essere scomposti nella procedura, per tutto il tempo che necessità dovete essere consapevoli della quota, della squadra, dell'assetto". Ultimo esercizio di quest'altra lunga immersione è la respirazione di coppia con un breve tratto in apnea. La sera, rivedendosi in video, alcuni sguardi sono soddisfatti, altri più sconfortati, Claudio e Davide se la ridono sotto i baffi e non risparmiano romanissimi sfottò; Mario con molto garbo corregge tutti e insiste sull' importanza della consapevolezza di sè e del lavoro di squadra. Poi, durante la cena, l'atmosfera si fa goliardica e rilassata, le affinità si rinsaldano e la serata sembra durare troppo poco.
Fuori ci aspetta un vento fortissimo che spazza il cielo, la luna piena e la promessa di fredde nuvole per il giorno dopo.

La domenica mattina, impietosamente Mario ci dà la sveglia, rincarano Claudio e Davide. Il programma deve accelerare e chiudere entro il pomeriggio: respirazione di coppia, lancio palloni e salvamento di sub infortunato, controllo di discesa e risalita con tappe e tempi prestabiliti. In un patio sul lago, prima un'interessantissima parte teorica sulla programmazione delle immersioni, la gestione della scorta dei gas e la decompressione à la carte. Ne vorremmo ancora, ma l'acqua ci attende, e il treno per Trieste attende Mario alla stazione Termini.
Quest'ultima giornata è sicuramente la più difficile, perché dobbiamo far incastrare e funzionare tutto quanto acquisito nel week-end e senza titubanze. Ogni coppia è seguita da un supervisore. Gli esercizi sono eseguiti e ripetuti a marce forzate, tutti molto concentrati: è divertente e assolutamente gratificante mettersi alla prova e ottenere il risultato. Provare e riprovare...a malincuore ci tirano fuori dall'acqua. Dopo aver sistemato le attrezzature, Mario ci chiama prima individualmente e poi in gruppo per darci il responso di questi tre giorni intensi. Non per tutti è positivo, si sono evidenziate delle carenze da compensare, in modo allarmante sul salvamento. Ma forse proprio per questo alla fine è positivo per tutti, nel senso che ha messo ciascuno di fronte alle proprie abilità e punti deboli, sia in merito all'acquaticità, alle attrezzature e alle procedure di sicurezza, che alla consapevolezza nella gestione di un'immersione.
Mario se ne va, velocemente, e quel treno lo perderà. Noi ci fermiamo a prendere l'ennesimo caffè, a commentare e a consolidare nascenti amicizie, ad organizzare futuri esercizi. Tra soddisfazioni e delusioni, la voglia di ripetere l'esperienza appena fatta e portarla avanti è forte. Rimane sospesa una domanda: alla fine, cosa abbiamo cercato in questo corso Fundamentals? L'abbiamo trovato?
[Un sms di Claudio arriva il giorno dopo: mi mancate, rivoglio tutta la fundamentals class qui da me]

Luisella Zocca
 
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