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Fundamental - Tech 1 Bocca di magra - marzo 2004 PDF Stampa E-mail
Giovedì 30 Luglio 2009 07:53

Dicembre 2003. Prendo la decisione e mi prenoto. Raffaele però mi stoppa sulla prenotazione del Tech1; dice "aspettiamo a farlo, c'è tutto il tempo..." Cominciano le frequentazioni del diving Osso di Seppia, che organizzerà i corsi Tech1, Fundamental e Tech1 in sequenza senza un giorno di pausa ed anche le sessioni di addestramento a Levanto (SP).
In queste occasioni Raffaele e Massimo Amato (che, con suo e mio vero dispiacere, deve rinunciare al Tech1 per impegni di lavoro) erano propensi al sorriso ogni volta che si accennava al mio desiderio di infilare in un sol botto Fundamental e Tech1. Anche Mario all'EUDI aveva assunto quella strana espressione quando glielo accennai...
Provengo dal duro corso Sommozzatori Vigili del Fuoco e dall'ancor più duro corso Istruttori Sommozzatori VVF e mi sono sempre detto "e che sarà mai?": mi sbagliavo. E' stata dura, potete immaginarlo, ma un'esperienza unica, intensa, illuminante!! Proverò ad essere breve.
Primo giorno. Mi presento al diving con mezz'ora di anticipo e conosco così Antonio Erroi e Marco Gandi che sono già lì a scaricare il materiale. Manca Ettore Bandieri che arriva poco dopo. All'ora esatta dell'appuntamento (come per tutti i giorni a venire) arriva Mario Arena accompagnato dal suo aiuto istruttore Steve White. Presentazioni: Mario vuol sapere i nostri curriculum e le motivazioni che ci spingono ad immergerci, poi ci spiega gli obbiettivi e come si svolgerà il corso. Poco dopo siamo già a configurare la nostra attrezzatura. Nel pomeriggio, a secco, proviamo le manovre ed i segnali e poi teoria sul come e perché DIR.
Secondo giorno. Spiaggia di Levanto. Ci fanno compagnia Andrea Marassich e Paolo Cattaruzzi nelle vesti di aiuto istruttori. Mi danno immediatamente l'impressione di persone entusiaste di questo sport. Proviamo a secco le varie pinneggiate (quasi una tortura), ancora safety-drill e la sequenza di vestizione (ma perché non ci avevo mai pensato prima?) e poi via in acqua a provare e riprovare fino ai crampi. Alla sera teoria e debriefing in compagnia delle famigerate riprese video che non ammettono scuse. Purtroppo Ettore ha un problema serio a casa e deve rinunciare.
Terzo giorno. Spiaggia di Levanto. Le sequenze briefing-immersioni-debriefing si susseguono fino a pomeriggio inoltrato (la pausa pranzo me la ricordo poco). Andrea e Paolo devono tornare a casa. Li salutiamo e ringraziamo. Mi dicono che non va affatto male, che non ci dovrebbero essere problemi e che mi invidiano un pò. Alla sera filmati, considerazioni, raccomandazioni, conclusioni, ringraziamenti ed il sospirato OK di Mario a proseguire col GUE Tech1.

Tech 1. Incontro col mio nuovo compagno di corso, Davide Felicetti. Teoria sull'uso del reel e prove pratiche a secco, mentre la gente ci guardava curiosamente, intenti a tessere ragnatele lungo la passeggiata. Subito iniziano i "critical skills" con Mario che mentre siamo ad occhi chiusi ci incasina la sagola. Al pomeriggio fino a tarda sera teoria, che durante tutto il corso abbraccerà tali e tante materie da costituire secondo me un corso nitrox, nitrox avanzato e trimix. Sembra tanto, ma poiché verranno approfondite soprattutto le cose che veramente servono, il tempo a disposizione risulterà adeguato.
Secondo giorno. Raffaele fa il terzo di squadra e Bruno Borelli farà il cameraman il per tutti i giorni a venire. In gommone ci portiamo all' Isola Palmaria dove facciamo 2 immersioni con visibilità 2 metri, una di esercizi ed una con compiti di sagolatura in critical skill. Se non ricordo male siamo deceduti parecchie volte. Il mio wet notes annota ancora i deliri successi e conclude con l'esclamazione "il terzo di squadra esiste!" Infatti la difficoltà maggiore l'abbiamo incontrata a fare squadra in tre. Il pomeriggio proviamo a trovare miglior visibilità a Tellaro, ma niente da fare. Meno errori che alla mattina (meno, non nessuno!). Teoria e filmati al diving fino a notte. Una nota curiosa: seppure stanco la mia attenzione durante le sessioni di teoria non è mai calata. Mi sembrava di essere un bimbo con le mani nella marmellata. Gli argomenti che conoscevo erano inquadrati da angolazioni diverse, e gli argomenti più propriamente GUE... la marmellata!
Terzo giorno. Andiamo a cercare acqua pulita a Portofino, ospiti del Portofino Divers di Bruno e Susanna. Si unisce al gruppo Alberto Barattini (quarto di squadra!). Giornata critica! Nella mattinata gli errori fatti ci fanno temere che Mario non voglia portarci avanti. Ma non è così. La lezione è che dagli errori si impara se avvengono in critical skills, dove la situazione è sotto controllo e non presenta pericoli. Un flashback mi riporta agli allenamenti di Levanto e capisco immediatamente che non avevo lo spirito e le motivazioni giuste. Questo tipo di allenamento è a mio parere il miglior modo di crescere come subacquei, di mantenere il livello di abilità e rappresenta la migliore assicurazione sulla vita che un subacqueo possa stipulare. Nelle due immersioni del pomeriggio ci comportiamo meglio. Guardiamo i filmati e la giornata è finita, non c'è spazio per la teoria.
Quarto giorno. Si unisce a noi Diego Secchi che non aveva potuto terminare il tech1 precedente. Preventivate 4 immersioni all'isola del Tinetto, ma, a causa della la visibilità praticamente nulla ne facciamo una soltanto alla mattina. Rimango veramente meravigliato dal fatto che Mario, in tutto quel delirio, sia riuscito tenere d'occhio 5 persone senza perderne una e a recuperare anche la mia boetta che durante lo shoot bag avevo perso per via di una pinnata di un compagno. Ne approfittiamo per un vero tour de force di teoria fino quasi mezzanotte.
Quinto giorno. Immersione di esperienza all'Isuela, sempre ospiti di Bruno e consorte. Meravigliosa! Non erano ovviamente previste critical skills, ma la sorte ha fatto saltare il I stadio della deco di Diego durante il cambio gas. Ovviamente eravamo oramai abbastanza smaliziati, ed il problema è diventato semplicemente un non-problema.

Salutiamo e ringraziamo Bruno e Susanna e via di corsa a sostenere il lungo ed articolato esame scritto. Terminiamo quasi a mezzanotte e Mario ci da consigli, uno ad uno, su dove insistere per migliorare. Della serie "promosso ma non dormire sugli allori". Esco dal diving, guardo un incredibile cielo stellato e penso che ho davvero imparato molto. La notte dormirò poco, nonostante la stanchezza. Desidero ringraziare l'instancabile ed appassionato Raffaele Laghezza che ci ha ospitato nel suo diving di Bocca di Magra e sua moglie Doriana che, pur dovendo badare ai suoi due pargoli, ha sopportato 13 giorni di fuoco; Andrea Marassich e Paolo Cattaruzzi che mi hanno incoraggiato alla grande; Bruno e Susanna, veri professionisti in mare ed ospiti squisiti nel loro diving a Portofino; e soprattutto Mario Arena, per me un vero e raro esempio di professionalità, con la sua grande competenza unita alle indispensabili doti umane che un buon istruttore deve avere.

Paolo Buongarzone

 
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