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Fundamental Roma - marzo 2006 PDF Stampa E-mail
Martedì 28 Luglio 2009 22:25

Sono trascorsi alcuni giorni dalla fine del corso e grazie a molte ore di riposo posso finalmente raccontarvi ciò che ho vissuto :-). Partito da Napoli il pomeriggio, arrivo a casa Romano/Provenzani la sera, dove ad accogliermi oltre Elena trovo un esercito di simpatici gatti che durante il corso avrò modo di conoscere in maniera più o meno intima. Alcuni minuti di riposo e poi subito via, diretti prima all'aeroporto per recuperare Andrea Marassich e Nicola Tessaris, provenienti da Trieste, e subito dopo ad una presentazione del sistema DIR in un negozio di subacquea, tenuta da Claudio Provenzani e lo stesso Andrea. Sono troppo stanco per fare domande ma subito capisco che il corso sarà molto interessante, che inevitabilmente si solleveranno molti interrogativi e che Andrea è perfettamente come mi auguravo che fosse.
La mattina seguente alle 8:30 ha inizio il corso, con una giornata dedicata interamente alla teoria. La stessa mattina conosco anche i miei compagni d'avventura, Diego e Vinicio, con i quali si istaurerà un bel rapporto di squadra, cosa che capiremo solo dopo essere essenziale per il buon fine del corso.
La giornata è sorprendente!! Sembra di partecipare ad un corso Open, ma solo perché le cose dette sono una continua scoperta e tutto assume una nuova e perfetta logica. Il ritmo di Andrea è incalzante e sembra non stancarsi mai!! così a tarda ora sono costretto io a gettare la spugna.
I giorni seguenti sono un susseguirsi di immersioni, la mattina e il pomeriggio, durante le quali continuo ad avere la sensazione di essere entrato in acqua per la prima volta.... non resta altro che attribuire la colpa ai 7° C dell'acqua che, combinati ad una muta umida di certo non mi rendono le cose semplici. Importanti sono anche le "impietose" riprese di Claudio ed Elena che, mettendo a nudo i nostri errori, danno un valido supporto per migliorarci.
L’ultimo giorno di corso è quello fisicamente più duro. Si è accumulata stanchezza e l'acqua è veramente fredda!!! solo con l’aiuto di Andrea, Diego, Vinicio, Elena, Claudio e Nicola che questi aspetti assumono poca rilevanza e concludo la giornata con divertimento ed entusiasmo. Finito il corso, dopo le ultime osservazioni, torno a casa... sono stanco per trarre le conclusioni e la mattina seguente mi aspetta una dura giornata ma una cosa è sicura: questa esperienza ha irreversibilmente cambiato il mio modo di fare immersione."

Fabio Masiello

Il corso inizia di giovedì mattina, ma riesco solo ad arrivare all’ora di pranzo per motivi scolastici. Al mio arrivo incontro per la prima volta i miei due compagni di corso, Fabio e Vinicio. A casa di Elena e Claudio a Fregene (luogo dove vengono svolte la maggior parte delle lezioni di teoria) ci sono anche loro, Nicola Tessaris e il nostro istruttore, Andrea Marassich. Il mio ritardo verrà recuperato in una "sessione notturna" con un instancabile Andrea, che mi ha ripetuto tutti i contenuti a me mancanti ed un altrettanto instancabile Fabio che si è riascoltato la lezione fino all’una di notte passata pur dovendo iniziare nuovamente le lezioni il giorno successivo alle 8:30.
La prima delle quattro giornate di addestramento è stata puramente dedicata alla teoria ad eccezione per la prova di nuoto. Dopo aver approfondito le varie tecniche di propulsione in maniera teorica ci ritroviamo presto tutti e tre pancia a terra a sgambettare per aria cercando di simulare le corrette pinneggiate. Vengono successivamente discussi i vari esercizi di base che dovremo eseguire nelle gelide acque del lago di Bracciano nelle immersioni di corso. Arriviamo a questo punto a parlare dell’attrezzatura e presto il salotto di casa Provenzani si trasforma in un’officina. Ogni elemento, fin nel più piccolo dettaglio, ci viene spiegato con una logica disarmante e ad ogni domanda riceviamo una pronta risposta che innesca nel caso di noi partecipanti quel senso di "perchè non ci siamo arrivati prima?".
Oltre al tanto discusso tema dell’attrezzatura ci vengono spiegati gli altri fondamenti sui quali si basa questo modo di andare in acqua: l’assetto e la squadra. Solo nelle immersioni ci renderemo conto di come sia difficile stare realmente attenti alla squadra e all’assetto come pretendeva giustamente Andrea. Ad accompagnare il discorso dell’assetto Andrea si sofferma con me e Fabio nella “sessione notturna” sulla pesata e a fare ragionamenti su pesi di bombole e volume che mai mi erano stati nemmeno accennati in altri ambiti di immersione. Siamo cotti e dopo una lunga giornata di teoria, un po’ di vasche in piscina, una bella amatriciana e svariati caffè siamo pronti per squagliarci nel letto. Alle 8:30 dobbiamo essere pronti con le attrezzature in macchina per avviarci al Lago di Bracciano. L’unico aspetto negativo che ci ha accompagnato nel corso dell’intero addestramento è stato il tempo e la temperatura dell’acqua che hanno nettamente giocato a nostro sfavore, purtroppo! Ciò nonostante, questo fattore esterno ha fatto sì che tra di noi si formasse un vero spirito di squadra.
Ci vestiamo sulle rive del lago e ci prepariamo ad andare finalmente in acqua. I primi problemi si fanno già vedere nel corso della vestizione dove la mia cerniera della muta si rompe temendo di dover rinunciare alla prima giornata di immersioni... ma con tanta buona volontà da parte di Elena riusciamo a reinfilare la mia cerniera e con qualche giro di nastro americano siamo pronti per andare a provare gli "otto di base" e le varie pinneggiate. Appena tocchiamo l’acqua ci accorgiamo di come sarà limitato il tempo che potremmo trascorrere in acqua anche perché io e Fabio stiamo entrambi in semistagna che poco o niente ci protegge dal freddo.
Gli esercizi si riveleranno più tosti del previsto ed anche sulle pinneggiate c’è molto da lavorare. Dopo una cinquantina di minuti schizziamo letteralmente fuori dal lago per andare a riscaldarci come possibile, ma vista la mia cerniera rotta ho la "fortuna" di tenerla bagnata addosso. In questo modo la mia seconda immersione durerà meno di dieci minuti. Ad accompagnarci nelle immersioni c’è Elena che registra su video ogni nostro esercizio e insieme ad esso ogni nostro errore :-)) Arriviamo a casa e, dopo aver scaricato tutta l’attrezzatura, siamo pronti ad analizzare i video insieme all’occhio critico di Andrea, che senza tanti complimenti ci rende chiara la situazione: C’è moooolto da lavorare, ma la situazione è recuperabile! Sui video vediamo come le nostre pinneggiate sono in parte imprecise, così da poter mettere in pratica il giorno seguente delle correzioni sulla postura e sul come muoversi in squadra. Come sempre ci svegliamo stanchi, ma motivati per andare al lago. Oggi avrò la fortuna di scendere in acqua con la muta stagna che Elena è riuscita a rimediarmi all’ultimo momento, lasciando così Fabio solo nella sua muta umida. Sul programma oggi ci sono "valve - drill" e "safety -drill" precedentemente provati a secco.
Anche questa volta ci renderemo conto di come sia difficile rispettare tutti i criteri imposti da Andrea. Tutti gli esercizi vanno infatti svolti in acqua bassa (dove tutto viene complicato ulteriormente) a 30 cm dal fondo con il compagno direttamente davanti a pari quota in modo da controllarsi sempre a vicenda. Anche qui i primi risultati non corrispondono esattamente alle aspettative di Andrea e l’attrezzatura nuova non favorisce il risultato. Appena non arriviamo ai rubinetti ci inarchiamo e perdiamo la posizione. Ma dopo qualche valve-drill a testa la situazione inizia a migliorare lievemente senza dare comunque troppe soddisfazioni.
Va comunque detto che con il passare dei giorni ci sono miglioramenti, anche se piccoli, che comunque ci danno la forza di continuare ad entrare nell'acqua a 7°C. Nelle due immersioni di questa giornata e di quella successiva ci ha accompagnato Claudio che ha ripreso le nostre "prodezze" in acqua. Se nei video c’era una sagoma in perfetto assetto, potevamo dedurre che quello era Andrea mentre gli altri tre individui sparsi eravamo noi, i componenti della Banda Bassotti! :-) Appena arriviamo sulla riva del lago il cielo è plumbeo e fa più freddo dei giorni passati anche fuori dall’acqua. Passiamo quindi alle prove a secco del lancio del pallone che poi in acqua con i guanti grossi ed il freddo si dimostrerà anche ancora più complicato. Anche nell’unica immersioni di domenica abbiamo riprovato l’s-drill e il valve-drill cercando di stare attenti a come muoverci in squadra non intralciandoci a vicenda. Tornati a casa ci prepariamo per le osservazioni conclusive di Andrea, come sempre realistiche e critiche nei nostri confronti, ma per nostro piacere scopriamo che il corso ha avuto un esito positivo anche se ci lascia con tanto lavoro da fare nei prossimi tempi prima di azzardare soltanto il pensiero ad un corso successivo.
Questi quattro giorni sono stati sicuramente all’insegna del divertimento che veniva impiegato in lunghe sessioni di addestramento. Andrea si è dimostrato eccezionalmente preparato in tutti gli ambiti del corso e pronto a venire incontro alle nostre esigenze e a TUTTE le domande. Guardando indietro mi chiedo come sia possibile che certi argomenti come l’assetto, la squadra e molti esercizi elementari (valve e s-drill) vengano completamente dimenticati da certe didattiche mentre in questo corso (che non è assolutamente un corso tecnico) siano la base sul quale tutto il sistema si basa rendendolo un corso che sarebbe giusto frequentare solo per diventare un subacqueo migliore e più sicuro.
Diego Mereu
 
Diciamo subito che dal corso ho avuto esattamente quello che mi aspettavo e di cui avevo bisogno. La soluzione di scegliere un corso concentrato nel tempo, ma intenso, tutto sommato riesce a centrare l’obiettivo di far apprezzare da subito i vantaggi del nuovo assetto in immersione e di far apprendere velocemente le sequenze degli esercizi in acqua. Certo, alla fine la stanchezza c'è, ma si rendono evidenti i progressi che si conseguono giorno dopo giorno, in poco tempo.
Per quanto riguarda i contenuti teorici, ciò che dà loro maggiore credibilità e affidabilità è la loro provenienza sperimentale ed il loro fondamentale pragmatismo. Ritengo che questo sia il loro punto di forza e la base di partenza per ogni possibili evoluzione futura. Andrea è stato veramente bravo a tenere sempre alta l'attenzione e l’interesse (almeno per quanto mi riguarda, ma vedevo che anche gli altri erano ugualmente attenti ed interessati, a parte forse qualche "appannamento" di Fabio, ma aveva le sue valide ragioni...). Ho trovato molto utile il debriefing pomeridiano, proprio per rendermi conto della effettiva postura del corpo, oltre che per scoprire tutte le altre imprecisioni ed inesattezze.
La parte pratica è stata organizzata molto bene. Ho trovato divertenti gli esercizi in acqua, ma soprattutto utili per il futuro. E lo sarebbero stati anche in passato: se avessi avuto già da prima più confidenza con certe procedure, come la condivisione dell’aria in risalita d'emergenza e il lancio del pallone, probabilmente sarei uscito molto meglio da situazioni "poco piacevoli". Basti questo per sottolineare quanto siano appropriati i contenuti pratici del corso. Anche in questo caso, Andrea è stato molto bravo a capire quando accelerare, insistere e fermarsi per scongiurare il pericolo dello sfiancamento degli allievi, con demotivazione e riduzione del livello di attenzione e concentrazione. L’organizzazione generale è stata ottima, condita da cordialità e cortesia. In tal senso, tutti voi siete stati veramente una piacevole scoperta.
Spero di essere stato sufficientemente esaustivo. Avrei voluto essere più cattivo (mi dicono che riesco ad esserlo molto bene...;-)), ma voi proprio non siete riusciti a darmene motivo. Ecco quindi infine spiegata anche la brevità di questo feedback.
Vinicio Pasquali

 

 
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