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Fundamental Reggio Calabria - aprile 2006 PDF Stampa E-mail
Martedì 28 Luglio 2009 22:18
“Devi frequentare i corsi della GUE”. Questo, il ritornello che mi ripeteva David da quando aveva scoperto che la passione per le immersioni che ci accomunava andava oltre le esigenze dettate dalle nostre rispettive professioni. Avevo già sentito parlare del sistema DIR e della GUE, ed in verità adottavo già una configurazione Dir Style per le mie immersioni. “Ma questo non basta” -incalzava David- “per esser un subacqueo DIR”. A dir il vero, la mia reticenza si basava sulla rigidezza di vedute con la quale i propugnatori del Sistema lo propongono. Rigidezza sulla configurazione, rigidezza sulle procedure, un modo di vedere le cose troppo lontane dal mio modo di essere, dalla mia forma mentis di ricercatore costantemente aperta all’innovazione e al cambiamento.
Ma David non demordeva e argomentava a favore del Sistema. Insomma, per farla breve, ha solleticato la mia curiosità e mi sono deciso a frequentare un corso GUE. Volevo saggiare il cuore del sistema e quindi puntare al Tech1. Dovevo però passare per i Fondamentali, e quindi allenarmi. I corsi sono previsti per aprile, ci sarà il corso di Fondamentali, poi qualche giorno di pausa per consentire a Mario di immergersi sul Viminale e poi il Tech1. Sono curioso di conoscere Mario Arena, ci siamo sentiti per telefono, ma mai visti di persona, curioso soprattutto di vederlo in acqua …visto la fama che lo precedeva.
I Corsi si sono tenuti presso il Laboratorio di Ingegneria Marittima dell’Università di Reggio Calabria, che dirigo. La struttura fissa del Laboratorio (circa 200 mq) si trova sul lungomare della città ad appena venti metri dalla battigia. Il laboratorio dispone di un aula per 50 persone, di un vano di rimessaggio dotato di stazione di ricarica bombole, e… di una cucina ben attrezzata. Una superficie di 4500 mq dello specchio acqueo antistante il laboratorio è riservata alle attività scientifiche di ricerca del laboratorio, con conseguente inibizione totale della navigazione e della balneazione. Mi ha colpito sia la professionalità con cui sono stati tenuti i corsi sia la qualità dell’insegnamento, sia la strutturazione didattica dei corsi stessi.
Il corso dei Fondamentali è sicuramente quello di maggiore impatto per lo studente, in quanto costituisce la svolta rispetto alla subacquea cosiddetta ricreativa. Esso contiene intatto il germe della filosofia DIR, sebbene in tale corso non si parli (se non marginalmente) di decompressione e non si affrontino immersioni cosiddette tecniche.
Sui ritmi e sui contenuti del Corso non mi soffermerò, immaginando che siano già noti a chi legge, ed essendo comunque già ben illustrati negli altri report del sito. Desidero soltanto evidenziare che avere l’aula a 20 m dalla battigia ha consentito di annullare completamente i tempi morti legati agli spostamenti mare-aula, a vantaggio della continuità didattica e del tempo complessivo di lavoro giornaliero.
Frequentare il Tech1 a ridosso del Corso dei Fondamentali è stata un’opportunità di crescita (come subacqueo) ineguagliabile. Dieci giorni trascorsi praticamente in acqua sotto l’occhio attento di Mario sono stati letteralmente una “full immersion” nel Sistema. L’attenzione dell’Istruttore ai dettagli e la sua profonda competenza ci hanno consentito di migliorare immersione dopo immersione mettendo in pratica consigli e “trucchi” che ci svelava nei videodebriefing.
A proposito dei miei compagni d’avventura, Dino, Gianluca, Giuseppe, e Sergio che hanno condiviso con me l’esperienza dei Fondamentali. David (si proprio lui) e Luigi hanno poi partecipato al Tech1. Anche su tutti loro, il Sistema ha esercitato il suo avvincente fascino. Con David andiamo regolarmente in acqua, “un'immersione di addestramento per ciascuna di divertimento”, come ci ha suggerito Mario, in attesa che giunga il prossimo maggio, quando frequenteremo il Tech 2. Il verbo della GUE è appena arrivato in punta allo Stivale, e già si nota una certa curiosità, una certa attenzione per questo paio di subacquei che si muovono all’unisono, che vestono una configurazione un po’ insolita e che praticano… una serie di procedure. A proposito, David non è un personaggio di pura invenzione, trattasi al secolo di David Morabito, istruttore dei Sommozzatori dei Vigili del Fuoco, in attività presso il Nucleo di Reggio Calabria, nonché mio buddy.
Fabio Filianoti

 
 
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