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Cave 2 Mexico - agosto 2006 PDF Stampa E-mail
Martedì 28 Luglio 2009 21:50
Finalmente eccoci di nuovo a Cafè del Mar, il nostro alberghetto preferito sulla Riviera Maya a due passi da Zero Gravity, dive shop di Chris Le Maillot e Danny Riordan, due cari amici oltre che eccezionali istruttori GUE, cui ci siamo rivolti per continuare il nostro training di immersione in grotta con un corso Cave 2. Abbiamo programmato qualche giorno di relax prima dell’inizio del corso, previsto per il 7 agosto; aspettiamo inoltre anche di incontrare di persona il terzo membro del team, Claudia, conosciuta qualche mese fa per e-mail, proveniente dalla Florida e con una già consolidata esperienza di immersioni in grotta.
Le giornate in Mexico, come al solito, trascorrono piacevolmente tra passeggiate sulla spiaggia, nuotate per mantenere un pò di allenamento e numerosi bagni nell’acqua cristallina del Mar dei Carabi, concludendosi spesso con piacevoli cene "piedi nella sabbia" nella suggestiva cornice di Cafè del Mar.
Il 4 e 5 agosto abbiamo programmato alcune immersioni per rinfrescare la nostra confidenza con le grotte di qua e fare anche qualche bella foto. Come cenotes abbiamo scelto Carwash e Gran Cenote, grotte che già conosciamo bene: dedichiamo il primo tuffo della giornata a ricordare la morfologia della grotta e i passaggi sulle main line presenti mentre il secondo solo alle foto.
Abbiamo noleggiato una "micky mouse car", come ama definirla Chris :-), sufficiente comunque ad ospitare le nostre attrezzature e 4 D80 per le nostre immersioni giornaliere. Le bombole si recuperano alla stazione di ricarica, completamente distrutta durante l’ultimo uragano neanche un anno fa e velocemente ricostruita... un grande piazzale coperto nella giungla con compressori da un lato e un’infinita distesa di bombole dall’altro... ci si arriva direttamente con la macchina, praticamente sempre aperta...
La sera stessa ci vediamo con Chris per una cenetta tranquilla e due chiacchiere tanto per aggiornarci su tutto quello che è successo dall’ultima volta che ci siamo visti... a parte le e-mail è passato ormai un anno... l’estate scorsa in Francia, nella zona di Ressel, durante uno dei suoi pochi weekend liberi da corsi. La serata scorre come al solito via rapida e in modo molto piacevole; si aggiunge alla nostra compagnia anche un ragazzo svedese appena reduce da un cave1 con Fred Devos, un altro degli incredibili cave divers della zona nonché istruttore GUE.
L’immersione a Carwash, upstream, è come sempre molto divertente anche se non è facilissimo trovare la main line, specialmente se è un bel po’ che non ci vieni :-) Impieghiamo qualche minuto più del necessario a trovarla perché è posizionata, in un cenote come questo altamente frequentato da cavern divers, molto all’interno della grotta, ad una sessantina di metri circa dal classico cartello, magari dalla grafica diversa, ma sempre presente in ogni grotta, che suggerisce ai subacquei non addestrati per immersioni in grotta di evitare di oltrepassare quel limite. Con i 35 bar di un D80 a nostra disposizione percorriamo la main line fino ad arrivare in prossimità di Luke’s hope, un altro piccolo cenote presente lungo il tragitto. L’immersione a Carwash, upstream, è come sempre molto divertente anche se non è facilissimo trovare la main line, specialmente se è un bel po’ che non ci vieni :-) Impieghiamo qualche minuto più del necessario a trovarla perché è posizionata, in un cenote come questo altamente frequentato da cavern divers, molto all’interno della grotta, ad una sessantina di metri circa dal classico cartello, magari dalla grafica diversa, ma sempre presente in ogni grotta, che suggerisce ai subacquei non addestrati per immersioni in grotta di evitare di oltrepassare quel limite. Con i 35 bar di un D80 a nostra disposizione percorriamo la main line fino ad arrivare in prossimità di Luke’s hope, un altro piccolo cenote presente lungo il tragitto.
Tra un’immersione e l’altra ne approfittiamo per ripetere qualche esercizio degli skills di base come, per esempio, valve drill, safety drill, le diverse pinneggiate utili in grotta e l’utilizzo del primary reel e del safety spool. Il tempo di un sandwich e siamo di nuovo in acqua.
Questo cenote, solo nella stagione estiva, ha la peculiarità di avere i primi 3 metri di acqua completamente verde e lattiginosa, oltre che molto calda ma, superato questo strato torna l’acqua cristallina e la temperatura cui si è abituati nei cenotes messicani. Arrivati sul fondo troviamo ad attenderci una simpatica tartaruga di acqua dolce che, nonostante la corazza completamente ricoperta dello stesso tipo di alghe che popolano il cenote, per assicurarsi un mimetismo da eventuali predatori, attira la nostra attenzione per la sua testolina che emerge particolarmente curiosa. Anche questa volta non riusciamo purtroppo ad individuare il piccolo coccodrillo che, come dicono sempre Danny e Chris “non può andare tanto in profondità perché con le sue zampette corte davanti non riesce a compensare :-)”.
Gran Cenote è sicuramente uno tra i più scenografici cenotes della Riviera Maya e forse per questo anche tra i più sfruttati turisticamente. Ogni giorno arrivano qui valangate di turisti a fare il bagno o snorkel senza magari soffermarsi sulla bellezza e sulla particolarità di queste grotte... al contrario e per fortuna si incontrano invece pochi cave divers :-) La roccia all’interno di questa grotta è particolarmente chiara e, insieme alle innumerevoli decorazioni che caratterizzano le cavità allagate, si presta molto bene a diversi scatti fotografici. Qui è sicuramente più facile trovare la main line, nonostante la vasta area dedicata alla zona cavern che già da sola offre numerosissimi spunti fotografici. La prima cosa che colpisce la nostra attenzione è non ritrovare le tracce di un esperimento che avevamo notato l’ultima volta che ci eravamo stati... l’idea era carina. Da quello che ci raccontò Danny a suo tempo era un tentativo di valutare i tempi e le modalità di evoluzione della grotta. La nostra immersione si ferma al cenote Hotul facendo tantissime foto; qui le rocce assumono molte e diversissime forme che con un po’ di fantasia creano figure molto particolari. La giornata passa in un attimo, tre immersioni, tantissime foto e altrettanto relax... ci stiamo ambientando rapidamente!
La sera torniamo in albergo e dopo il solito bagnetto e la doccia veloce scendiamo a mangiare da Leon. Oggi sarebbe dovuta arrivare Claudia, anche lei alloggerà qui a Cafè del Mar, anche lei un’appassionata di questo incantevole posto!
In effetti, tra gli abituali frequentatori di questo piccolo ristorantino sulla spiaggia c’è una nuova ragazza, sola, apparentemente un po’ stanca da un viaggio ma molto persa con la testa nel panorama. Aspettiamo un pò per darle il tempo di riprendersi poi sentiamo Lazaro, il nostro rifornitore di cibo vegetariano di fiducia, se tra i nuovi arrivi c’è anche lei. Ci dice che si, è arrivata ed è proprio la ragazza che avevamo notato laggiù sola soletta. A quel punto non resta che presentarsi, un pò di chiacchiere di rito ma siamo tutti stanchi per cui ci diamo appuntamento alla mattina seguente.
Chris ci raggiunge per la colazione ed insieme decidiamo come organizzare la giornata. La cosa migliore secondo lui è quella di passare la giornata noi tre insieme facendo conoscenza e consolidando l’affiatamento del team. Organizziamo così due immersioni a Chac Mool che tutti già conosciamo. E’ un’immersione relativamente semplice. Sott’acqua il rapporto con Claudia è buono, si nota subito che ha una maggiore esperienza in grotta di noi ma decisamente dobbiamo tutti e tre lavorare insieme per affinare il rapporto di team.
 
7 agosto, comincia finalmente il corso. Le giornate sono intense. Si inizia alle 7:30 alla stazione di ricarica per prendere le bombole necessarie, si carica l’attrezzatura lasciata a Zero Gravity, si prosegue con minimo due immersioni al giorno di almeno 90-100' intervallate da esercizi a terra e in open water per provare gli skills prima di verificarli nelle immersioni vere e proprie, si conclude irrimediabilmente sempre troppo tardi la giornata con lunghissime lezioni di teoria al dive shop. Nel corso usiamo le mute stagne nonostante il caldo, per cui è necessario bere molto per evitare la disidratazione che potrebbe diventare un problema in immersione. La sera a stento riusciamo a mangiare qualcosa prima di crollare stremati.
 
Cenote Taj Mahal, primo giorno d’immersione
Cominciamo con jump e qualche restriction con scenari diversi che sono principalmente legati alla perdita delle luci primarie e a quelle di back up. Con questo corso si aumenta sensibilmente il gas disponibile per la fase di penetrazione rispetto al corso precedente; è la prima grande differenza che si nota, con la conseguente estensione significativa delle distanze percorse e dei tempi sia di penetrazione che d’immersione totale, specialmente qui dove le grotte non sono profonde, ma sono molto lunghe. Immersione dopo immersione ci alterniamo rispettivamente nei ruoli di team leader, secondo e terzo del team, quest’ultimo anche generalmente chiamato rocking chair a causa del suo elevato rischio di perdersi in caso di cattiva comunicazione tra il team, scarsa visibilità o restriction.
 
Secondo giorno, cenote Eden
Appartenente al sistema Ponderosa, è uno tra i più estesi e studiati sistemi di grotte della zona. La particolarità che caratterizza quest’immersione è la presenza dello halocline, interfaccia tra acqua dolce ed acqua salata tipica di grotte molto vicino alla costa, per una parte molto estesa del percorso.
Oggi dominano la giornata circuiti e traverse, affiancati dagli immancabili catastrofici scenari che solo Chris sa creare :-) Completa la giornata anche la prova di nuoto e quella in apnea necessarie per dimostrare di possedere un livello minimo accettabile di preparazione atletica e subacquaticità.
In genere in queste immersioni, nelle fasi di penetrazione va sempre dedicata una particolare attenzione alle “reference” della grotta e della navigazione, che diventano utili punti di riferimento durante l’uscita o la gestione di eventuali emergenze.
 
Terzo giorno, Naharon
Un cenote caratterizzato da un ampio specchio d’acqua d’accesso, ricco di pesci e tartarughe, che si rivelerà poi particolarmente adatto allo svolgimento di alcuni esercizi senza maschera. E’ una grotta molto diversa dalle altre. Qui le cavità, anche se molto decorate, hanno rocce molto scure che assorbono molta luce e rendono ancora più importante la navigazione e la comunicazione tra i membri del team. Con l’aumentare delle immersioni aumentano progressivamente i tempi e le distanze di penetrazione. Naharon è sicuramente il posto più indicato dove simulare la perdita del compagno. Questo esercizio, insieme a quello della perdita della main line, sono le uniche due procedure che per motivi di sicurezza non sono improvvisate, ma eseguite soltanto su richiesta dell’istruttore. Nella sequenza degli scenari quotidiani si aggiungono ben presto altre problematiche come, per esempio, la gestione di perdite di gas, la gestione di subacquei completamente senz’aria, situazioni di zero visibilità, intrappolamenti nella sagola, ecc. spesso caratterizzati da eventi contemporanei o conseguenti a qualche reazione sbagliata del team. Usciamo dalla seconda immersione tardissimo... il proprietario non è per niente contento!
 
Quarto giorno, Mayan Blue
E' un cenote dalle immense cavità di roccia bianca molto decorate da stalattiti, stalagmiti, colonne e dagli innumerevoli tunnel. Purtroppo una delle luci primarie non si è caricata, così il tempo necessario a Chris di recuperarne un’altra e non c’è il tempo di fare due immersioni... il proprietario, lo stesso di Naharon, non tollererebbe un altro ritardo in sole 24 ore :-) una sola immersione, quindi, ma molto lunga, con una navigazione alquanto complessa e l’uso per la prima volta delle stages... insieme ovviamente ai soliti numerosi scenari di Chris :-)
 
Ultimo giorno di corso, Carwash
Il posto adatto per l’esercizio relativo alla perdita della sagola e due immersioni piene di T system, jump e numerose "failures". Oggi si riesce a finire relativamente presto ma solo perché c’è da fare il test, che determina la conclusione della giornata come al solito tardissimo.
Rimane un’immersione da fare, quella persa il giovedì a causa della torcia; Chris ci concede il sabato e insieme decidiamo di andare al cenote Minotauro... un nome più appropriato non poteva esserci: restriction... quelle vere, jump, halocline... tutto ciò che può complicare un’immersione ma sicuramente una tra le più belle ed affascinanti del corso, un ambiente estremamente fragile e meraviglioso, migliaia di sottilissime stalattiti che ricoprono le volte delle cavità e un dedalo di passaggio in genere molto stretti. Il corso finisce con l’esercizio di recupero e trasporto di un subacqueo e il commento di Chris al corso con i suggerimenti per ognuno di noi.
 
Che dire... un corso veramente bello ed affascinante... come disse un amico "necessario per capire se ti piace davvero immergerti in grotta"... dove arrivi a scoprire ambienti estremamente fragili e sempre più delicati quanto suggestivi e emozionanti e per i quali ti rendi veramente conto di quanto siano importanti le cose imparate per poterli preservare da inutili danneggiamenti... e che ti fanno venire sempre più voglia di tornarci quanto prima...
Ma è soltanto sabato mattina e la nostra avventura non finisce qui... con Chris decidiamo di concludere la giornata in bellezza con un’immersione davvero eccezionale. Dopo un breve giro di consultazione decidiamo di tornare a Taj Mahal, questa volta per una fun dive d’eccezione... chinese garden :-) Per la prima volta ci troviamo realmente in quattro in immersione riuscendo comunque a mantenere un’ottima comunicazione nonostante le restrictions e lo halocline. Dopo un bel po’ di navigazione ci ritroviamo quasi improvvisamente in un sala enorme, costellata di piccole e sottilissime stalattiti che ricoprono tutta la volta, con aree piene di concrezioni che ricordano un cielo denso di nuvolette, stalattiti tanto lunghe da raggiungere quasi il fondo, e altre incredibili concrezioni minerali...
Lasciamo quest’ambiente meraviglioso domandandoci se per caso non sia il nostro compleanno e questo spettacolo sia il più bel regalo che si potesse ricevere...
Claudio Provenzani, Elena Romano
 

 
 
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