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WKPP - Motivazioni PDF Stampa E-mail
Lunedì 13 Dicembre 2010 13:53

Articolo di Parker Turner del 26 giugno 1991

traduzione di Fabrizio Tosoni

Durante l’estate torrida del 1986 ricevetti un invito da parte del Dr John Zumrick per andare a fare un’immersione in grotta. “Dove?” gli chiesi “Da qualche parte in profondità e nel buio” rispose Zumrick.

Più tardi, quello stesso giorno, stavamo precipitando dentro ad un pozzo oscuro, l’acqua così limpida da sembrare quasi viola contro le pareti nere. Era la mia seconda immersione a Sullivan Sink. Il mio primo downstream. A 60 metri di profondità ci spostammo di lato attraverso una restrizione che ricordava una fila di denti, e le nostre bombole sbatterono contro le rocce. Di fronte a noi, giaceva un tunnel oscuro e nero. John si fermò a sistemare una vecchia sagola ormai rotta. Io tenevo la luce, in modo che lui potesse avere entrambe le mani libere. Finito il suo lavoro, John nuotò all’interno del tunnel. Le mie labbra si stavano intorpidendo per la narcosi, riguardai il mio profondimetro, e vidi che eravamo a 75 metri. Per uscire notai come fosse necessario nuotare con maggior forza. Brutto posto – pensai – profondo e controcorrente.

“Dove finisce?” chiesi, una volta risaliti in superficie “in Emerald Sink” mi rispose John, con uno sguardo assente sul volto. Mesi dopo a casa di Zumrick, a Panama City, John stava imballando le sue cose per trasferirsi nel Maryland, mentre io sbirciavo le vecchie mappe delle grotte “Cos’è questa?” chiesi. John gridò dall’altra parte della stanza “I dati di Sullivan! Prendili pure!Io mi trasferisco nel Maryland e sto pure diventando vecchio e grasso. Non ho più tempo per cercare la connessione. Falla con Gavin. Lui vive li. Puoi farcela!”

Più tardi quella notte guardavo Bill Gavin mentre gli mostravo la mappa. Era veloce nel calcolare quanto gas fosse necessario, la sua mente da ingegnere viaggiava veloce. Gavin era conosciuto come uno degli speleosub più bravi al mondo e come esploratore di grande talento. Allo stesso modo era considerato anche una sorta di traditore. “Pare che ci sia bisogno di percorrere massimo 350 metri di tunnel per congiungerli” disse Bill. Sembra che connettendoli si ottenga il sistema sommerso più lungo del mondo, pensai. Gli occhi di Bill s’illuminarono. “Dovremmo essere capaci di farlo in una o due immersioni”. Come scoprimmo successivamente, la distanza era di quasi 1 km tra la fine del ramo esplorato e l’altro, e impiegammo ben più di due immersioni a connetterli.

Il 26 giugno 1991 il sistema di Leon Sink conteneva 14.860 metri di passaggi mappati ed era in quel momento il più lungo sistema sommerso al mondo. In realtà molte altre connessioni ci attendevano. Big Dismal, Chips Hole, Indian Springs si trovavano tutte nelle vicinanze. A sud est c’era Wakulla Springs, forse la risorgiva di questo magnifico sistema. E molte altre aree nel Woodville Karst Plain con altrettanto potenziale.

Il 24 ottobre 1990 la Commissione di ricerca della National Speleological Society accettarono il Woodville Karst Plain Project come progetto ufficiale dell’NSS. Il WKPP ha come membri alcuni tra i migliori subacquei al mondo. E’ stata la mia fortuna poter condividere così tante avventure con buoni amici, e fermarmi al cospetto di quella che è una delle più grandi meraviglie del mondo, il Woodville Karst Plain.

 

 

 

 

 

 

 
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