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Dall’immersione ricreativa a quella tecnica - pag. 3 PDF Stampa E-mail
Giovedì 09 Dicembre 2010 12:10
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Dall’immersione ricreativa a quella tecnica
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Esperienza. Potrebbe sorprendere come gli skill necessari ad un’immersione ricreativa in sicurezza siano gli stessi di un’immersione tecnica. Assetto, trim e consapevolezza situazionale sono gli elementi che contraddistinguono un buon subacqueo tecnico. Tuttavia c’è bisogno di maggior abilità nel gestire stress a livelli maggiori, ed essere in grado di pensare razionalmente a come risolvere potenziali problemi. Dopo essere stato testimone e istruttore di molti corsi tech negli ultimi 12 anni, direi che avere una postura stabile in acqua è il primo passo, prima ancora di iniziare un percorso tech. Senza questa base i subacquei tendono a passare il tempo di deco in una specie di danza, che li vede spingere e pinneggiare intorno al proprio buddy per tutto il tempo dell’immersione. Quando questo tipo d’addestramento divenne finalmente disponibile in commercio, i subacquei che decisero di seguirlo erano per lo più subacquei impegnati in immersioni profonde e lunghe. Erano tutti subacquei con grande esperienza, addestrati per effettuare quel tipo d’immersione nel modo più sicuro. Ho visto moltissimi di loro non avere i requisiti minimi per passare questo corso. Nonostante l’industria subacquea richieda un numero minimo di immersioni per accedere ai corsi, queste dovrebbero comprendere una tipologia quanto più ampia possibile. Una volta si diceva “l’esperienza è un qualcosa che non hai fino a quando non ne hai bisogno”; con questo in mente non esiste corso che possa dare esperienza. Il corso è soltanto una porta attraverso la quale si potrà acquisire sempre maggiore esperienza in diversi scenari.

Istruttore. La scelta dell’istruttore può essere scoraggiante all’inizio. Qui ci sono alcuni spunti da tenere a mente quando si effettua tale scelta. Quanto tempo passa l’istruttore in acqua, facendo immersioni al suo livello di esperienza? Ogni quanto insegna? Si ha la possibilità di parlare con altri studenti che abbiano fatto corsi con lui? L’istruttore continua a porsi in discussione? Da quanto tempo insegna e a quale livello.

Luogo dell’addestramento. Durante gli ultimi anni ho cambiato opinione su questo argomento. Ero solito sostenere la teoria di addestrarsi dove ci s’immerge. Ora invece suggerisco fortemente allo studente per prima cosa di guardare alla logistica. Con questo intendo che se dobbiamo fare un corso GUE Tech1 e durante questi 5 giorni bisogna passare diverse ore guidando dal negozio al punto d’immersione, e via di seguito, perdendo diverse ore vanno considerate almeno due cose. Prima di tutto, questo insieme di cose toglie tempo al corso e secondo, affatica il subacqueo molto più velocemente. Sono finiti i tempi in cui un corso GUE durava 14/15 ore al giorno. Ora si cerca di tenere corsi che si svolgano in modo pacifico, con un tempo massimo di 10/12 ore incluso il pranzo. Ora, se a tutto ciò si aggiungono due ore per il viaggio e un’altra ora per ricaricare le bombole, tutto quello che si otterrà sarà un subacqueo stanco che porterà lo studente a non essere recettivo e attento come dovrebbe. La logistica è un punto cardinale e un punto di cui parlare con il proprio istruttore prima del corso. Se sei il tipo di persona che impiega secoli a preparare l’attrezzatura è importante averne consapevolezza fin dall’inizio. Lo stesso per quanto concerne i conti e lo studio pre-corso. Arrivare al corso senza aver letto il materiale è la ricetta per un disastro annunciato. Nonostante queste non siano lezioni di matematica, c’è della matematica durante il corso. Se questa presenterà difficoltà, bisogna iniziare prima e chiedere al proprio istruttore aiuto per tempo, anche prima del corso. In questo modo si sarà più rilassati e capaci di apprezzare maggiormente il corso.



 
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