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Dall’immersione ricreativa a quella tecnica PDF Stampa E-mail
Giovedì 09 Dicembre 2010 12:10
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Dall’immersione ricreativa a quella tecnica
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di Dean Marshall (da direxplorers.com) - traduzione di Fabrizio Tosoni

Vorrei iniziare questo saggio dando un’occhiata veloce a quello che è il nostro sport. Le immersioni ricreative esistono dagli anni ’50, il che vuol dire da quasi 60 anni. Abbiamo visto crescere l’industria subacquea di pari passo col numero di subacquei certificati, che arriva ad essere superiore al milione solo negli Stati Uniti.

Insieme coi subacquei sono cresciute anche le ditte di attrezzatura sportiva, le destinazioni subacquee e tutta una serie di business legati all’immersione in sicurezza. Durante i tardi anni ’80 e l’inizio dei ’90 il concetto di immersione subì il più grande cambiamento della sua storia. Questo ha coinciso con la nascita delle immersioni tecniche. Gruppi come il WKPP e individui singoli come Bill Deans, Dick Rutkoski e Bill Hamilton sono stati i maggiori responsabili di questo sviluppo e delle relative tecniche. Infatti, il termine “immersioni tecniche” venne pubblicato per la prima volta dal giornale “Aqua Corps”, pubblicato da Michael Menduno. Agli albori persino le immersioni in nitrox erano considerate “magia nera”, e nei primi anni ’90 la DEMA proibì qualsiasi riferimento alla parola “gas” durante i suoi eventi. Tuttavia, col passare degli anni l’addestramento e l’equipaggiamento diventarono accessibili. Iniziarono controversie su quali tecniche fossero le migliori. Allo stesso tempo internet guadagnò popolarità. Grazie alla possibilità di comunicare velocemente e facilmente, ci fu un attivo scambio di idee e l’arte dell’immersione tecnica divenne un cardine base del nostro sport. Con questo in mente, se aveste fatto un’immersione a 60 metri in oceano, la possibilità a quei tempi di trovare un altro subacqueo con la stessa configurazione sarebbe stata alquanto improbabile, ed è curioso pensare come invece oggi l’industria subacquea vada verso una configurazione delle attrezzature. E questo è davvero qualcosa di notevole considerando il breve lasso di tempo intercorso. Con quest’articolo, vorrei darvi la mia prospettiva di come portare un subacqueo ricreativo in questo mondo. Per farlo, credo di dover prima definire le due tipologie. L’immersione ricreativa è descritta dalla maggior parte delle agenzie come immersione a profondità massima di 40 metri, con risalita diretta in superficie senza cambi gas. L’immersione tecnica è, invece, quella a maggiori profondità, con tempi di fondo più estesi, uso obbligatorio di stage decompressive o cambi gas in risalita. Ho fatto una lista di punti che ciascun subacqueo tecnico dovrebbe porsi prima di iscriversi ad un qualsiasi corso tech:

  • motivazione
  • costo
  • esperienza
  • istruttore
  • zona di addestramento
  • addestramento

Guardiamo attentamente ciascuno di questi aspetti, per far si che il subacqueo possa decidere in modo più consapevole.


Motivazione. Personalmente reputo che la motivazione sia di gran lunga l’aspetto da prendere in considerazione una volta che si decida di abbandonare i limiti dell’immersione ricreativa. Detto ciò non ho problemi ad ammettere che se potessi trovare relitti storicamente interessanti in 10 metri d’acqua, non avrei mai sentito la necessità di andare più profondo. Sfortunatamente, condizioni meteorologiche e idrodinamiche hanno, negli anni, trasformato questi relitti a basse profondità in un ammasso di legno, con la conseguente necessità di dover imparare ad andare più in profondità e per tempi maggiori per trovarne altri. È stato solo questo il motivo, insieme all’abilità di poter andare in sicurezza in un ambiente per il quale non siamo adatti, e che ci porta a cercare addestramento, comprare attrezzatura, ecc… Non deve essere solo per l'aspetto tecnico o per guadagnare un pezzo di plastica. Ognuno ha le proprie ragioni, ma ciò che è fondamentale in questi motivi è che siano propri e che abbiano senso per se stessi e per la propria famiglia. Parlando di famiglia, è folle non includerli in questa equazione, poiché hanno tutti i diritti di conoscere rischi e benefici che questo porterà nelle proprie vite. Gli aspiranti tech diver dovranno chiedersi sinceramente se abbiano effettuato un numero così importante di immersioni ricreative da decidere di passare oltre. Uno dei pionieri del sistema DIR, tanto tempo fa, disse che bisogna aver paura di un subacqueo che non ami l’immersione sul reef. Penso che questo abbia un grande senso quando si tratta di scegliere un compagno d'immersione che ami guardare un pesce ma che sia affascinato anche dalla bellezza del mondo sottomarino, indipendentemente dalla profondità o dal tempo dell'immersione. Io posso ritenermi abbastanza fortunato per aver fatto diverse immersioni in 6 metri d’acqua, dove ho passato tranquillamente un’ora di tempo, per poter essere poi a casa e sotto la doccia in meno di 1 ora e mezza. Questo tipo d'immersione mi ricorda costantemente il privilegio di essere testimone del mondo sommerso in prima persona. Ciò che motiva un individuo è per la maggior parte dei casi un qualcosa di personale, ma le ramificazioni di queste motivazioni possono comportare cambiamenti importanti nella vita delle persone care che ci sono attorno.

Costo. Questo sport è tutto fuorché economico. Ho personalmente smesso da tempo di contare quanti soldi e tempo ho perso negli anni. Ho speso più di 5.000 dollari solo per immersioni in barca e considerando che non ho mai lasciato la mia nazione, è abbastanza terrificante. Ho deciso, quindi, di non farne una questione di soldi. Se uno si focalizza sui costi, quello che potrebbe risultarne è la ricerca di un risparmio che potrebbe comprometterne la sicurezza finale. Fare la scelta corretta sul tipo di attrezzatura che ti condurrà nel percorso subacqueo farà in modo che i soldi vengano spesi nel modo più saggio. L’industria subacquea ha sfornato corsi negli ultimi 20 anni richiedendo un equipaggiamento minimo, per incentivare i subacquei ad iniziare ma allo stesso tempo facendone smettere diversi, dal momento che si sentivano inadeguatamente preparati ed addestrati. Gli istruttori son stati spinti a vendere corsi a minor prezzo per poter restare competitivi e questo ha condotto a circoli viziosi e ad un maggior numero di classi poco qualificate. Il costo dell’istruzione dovrebbe essere un qualcosa d'importante, in quanto dà ai subacquei ricreativi il primo impulso che gli potrà poi fornire lo stimolo ad iniziare un corso tech. Se il primo corso sarà condotto da un istruttore qualificato, sia in termini di abilità in acqua che di insegnamento, farà si che lo studente abbia il maggior numero di possibilità di continuare quest’attività. Se l’istruttore guarderà solamente all’aspetto economico e si renderà conto che sta guadagnando troppo poco, che tipo di corso farà o quanto tempo passerà prima che smetta? Le attrezzature dovrebbero essere le migliori in qualità, con la miglior garanzia possibile. Questa è la parte più facile, in quanto i nuovi subacquei tecnici utilizzano tutti la stessa attrezzatura standard. L’unica differenza sarà data dall’ambiente e dal gas minimo richiesto. Dopo aver guardato ai costi dell’addestramento e dell’attrezzatura, dobbiamo considerare i costi per le riparazioni, per le immersioni e per i gas. Tutto questo insieme di cose va scelto sempre guardando al meglio, e anche la ricerca di elio di scarsa qualità non è una soluzione ottimale così come aspettare fino a quando un erogatore inizia a perdere prima di farlo revisionare.


Esperienza. Potrebbe sorprendere come gli skill necessari ad un’immersione ricreativa in sicurezza siano gli stessi di un’immersione tecnica. Assetto, trim e consapevolezza situazionale sono gli elementi che contraddistinguono un buon subacqueo tecnico. Tuttavia c’è bisogno di maggior abilità nel gestire stress a livelli maggiori, ed essere in grado di pensare razionalmente a come risolvere potenziali problemi. Dopo essere stato testimone e istruttore di molti corsi tech negli ultimi 12 anni, direi che avere una postura stabile in acqua è il primo passo, prima ancora di iniziare un percorso tech. Senza questa base i subacquei tendono a passare il tempo di deco in una specie di danza, che li vede spingere e pinneggiare intorno al proprio buddy per tutto il tempo dell’immersione. Quando questo tipo d’addestramento divenne finalmente disponibile in commercio, i subacquei che decisero di seguirlo erano per lo più subacquei impegnati in immersioni profonde e lunghe. Erano tutti subacquei con grande esperienza, addestrati per effettuare quel tipo d’immersione nel modo più sicuro. Ho visto moltissimi di loro non avere i requisiti minimi per passare questo corso. Nonostante l’industria subacquea richieda un numero minimo di immersioni per accedere ai corsi, queste dovrebbero comprendere una tipologia quanto più ampia possibile. Una volta si diceva “l’esperienza è un qualcosa che non hai fino a quando non ne hai bisogno”; con questo in mente non esiste corso che possa dare esperienza. Il corso è soltanto una porta attraverso la quale si potrà acquisire sempre maggiore esperienza in diversi scenari.

Istruttore. La scelta dell’istruttore può essere scoraggiante all’inizio. Qui ci sono alcuni spunti da tenere a mente quando si effettua tale scelta. Quanto tempo passa l’istruttore in acqua, facendo immersioni al suo livello di esperienza? Ogni quanto insegna? Si ha la possibilità di parlare con altri studenti che abbiano fatto corsi con lui? L’istruttore continua a porsi in discussione? Da quanto tempo insegna e a quale livello.

Luogo dell’addestramento. Durante gli ultimi anni ho cambiato opinione su questo argomento. Ero solito sostenere la teoria di addestrarsi dove ci s’immerge. Ora invece suggerisco fortemente allo studente per prima cosa di guardare alla logistica. Con questo intendo che se dobbiamo fare un corso GUE Tech1 e durante questi 5 giorni bisogna passare diverse ore guidando dal negozio al punto d’immersione, e via di seguito, perdendo diverse ore vanno considerate almeno due cose. Prima di tutto, questo insieme di cose toglie tempo al corso e secondo, affatica il subacqueo molto più velocemente. Sono finiti i tempi in cui un corso GUE durava 14/15 ore al giorno. Ora si cerca di tenere corsi che si svolgano in modo pacifico, con un tempo massimo di 10/12 ore incluso il pranzo. Ora, se a tutto ciò si aggiungono due ore per il viaggio e un’altra ora per ricaricare le bombole, tutto quello che si otterrà sarà un subacqueo stanco che porterà lo studente a non essere recettivo e attento come dovrebbe. La logistica è un punto cardinale e un punto di cui parlare con il proprio istruttore prima del corso. Se sei il tipo di persona che impiega secoli a preparare l’attrezzatura è importante averne consapevolezza fin dall’inizio. Lo stesso per quanto concerne i conti e lo studio pre-corso. Arrivare al corso senza aver letto il materiale è la ricetta per un disastro annunciato. Nonostante queste non siano lezioni di matematica, c’è della matematica durante il corso. Se questa presenterà difficoltà, bisogna iniziare prima e chiedere al proprio istruttore aiuto per tempo, anche prima del corso. In questo modo si sarà più rilassati e capaci di apprezzare maggiormente il corso.


Addestramento. Possiamo guardare a diversi aspetti dell’addestramento, con alcuni esempi. Essere in forma aiuterà molto, dall’avere una vita sana al saper reagire a stress più grandi in modo appropriato. Iniziare il corso dopo aver viaggiato per mezzo mondo non è di certo la soluzione migliore. Bisogna concedersi sufficiente tempo per riposare. Se non c’è stato modo d’immergerai con i compagni d’immersione prima del corso, prendetevi un giorno per conoscerli. Meglio organizzare un tuffo per lavorare assieme, controllare la pesata e ripassare insieme gli esercizi. Ho visto molti subacquei vogliosi di avere il tech pass che si sono addestrati a lungo e duramente prima del corso. Raccomando a ciascun subacqueo che voglia fare corsi di curare i propri lati deboli o le procedure errate, re-imparate durante i corsi. Raccomando, inoltre, ad ogni subacqueo che voglia proseguire nella sua carriera tech di concentrarsi su assetto, trim, safety drill, valve drill, uso della torcia primaria e consapevolezza situazionale. Se queste abilità sono assodate, aggiungere skill durante il corso sarà possibile. In caso contrario, ci si troverà di fronte a spiacevoli sorprese. Prendetevi tempo per assimilare queste cose, e con questo intendo anche dopo il corso, per far propri gli insegnamenti. Quelli che hanno sentito parlare di Ginnie Springs, avranno già familiarità con un ambiente chiamato “la galleria”. Questa non è altro che i primi 100 metri del sistema. A mio modo di vedere questo è il punto più bello di tutto il sistema del Diavolo, nonostante la maggior parte dei subacquei non lo degni di grande importanza. Non ho dubbi che se questo punto fosse ad un chilometro e mezzo all’interno della grotta, sarebbe il punto più visitato della grotta. Ho passato tanto tempo in questa parte della grotta a guardare i subacquei andare su e giù. Quello che sto cercando di dire è che non è necessario spingersi al limite del proprio brevetto per apprezzare l’immersione. Andare oltre troppo velocemente lascerà un vuoto nel proprio range di esperienza, che non si presenterà fino a quando non si sarà in profondità o troppo lontano dalla via d’uscita. Ricordatevi di prendere tempo con questa nuova zona, immergendovi gradualmente, perché tutto questo pagherà alla fine. Come, ad esempio, non avrebbe senso prendere stage e scooter per andare lontano appena finito un corso base di immersione in grotta, o immergersi su un relitto lontano dalla costa fino a che non si sia raggiunto un buon grado di esperienza. Con un corretto approccio mentale e skill solidi, avrai tutta la vita per goderti la porzione più grande del continente marino del mondo!

 

 
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