DIRItalia è...

...un’associazione no profit che opera per dare la giusta visibilità e una corretta informazione su tutto ciò che riguarda il sistema DIR, dedicando anche il suo impegno a sostenere l’importanza dell’addestramento subacqueo e a far conoscere la GUE tra le comunità subacquee locali.

Affiliato GUE

 

 

 

Diossido di carbonio e narcosi PDF Stampa E-mail
Sabato 12 Settembre 2009 14:10
Indice
Diossido di carbonio e narcosi
2
3
4
5
6
Tutte le pagine

testo di Johnny E. Brian Jr.

L’anidride carbonica, CO2, è il prodotto finale del metabolismo aerobico dell’ossigeno. E’ altamente solubile nei tessuti corporei e si diffonde rapidamente dalle cellule al sangue, dove la circolazione lo trasporta ai polmoni per l’eliminazione. I subacquei spesso ignorano l’anidride carbonica dato che è un elemento abituale nella nostra vita. Tuttavia, può avere effetti ben precisi e dannosi se un subacqueo ne accumula una quantità eccessiva. Comprendere come la CO2 può diventare elevata, conoscerne i sintomi e le conseguenze di un suo elevato livello può rendere più sicure le immersioni. L’aria contiene solo lo 0,03% di CO2; quindi, in condizioni normali l’aria inspirata nei polmoni è quasi priva di CO2. Questo crea una grossa differenza di pressione parziale di CO2 (PCO2) fra il sangue e l’aria inspirata, favorendo la rapida diffusione della CO2 dal sangue alla fase gassosa nei polmoni. A riposo, la ventilazione è controllata dalla PCO2 nel centro di controllo della ventilazione del cervello. Il sistema nervoso regola la ventilazione, al fine di mantenere la PCO2 del sangue arterioso (PaCO2) costante, che a riposo varia tra 35 e 45 mmHg (media 40 mmHg). Il sangue venoso che entra nei polmoni, ha una pressione parziale di CO2 (PvCO2) approssimativamente 5 mmHg più alta di quella del sangue arterioso o 45 mmHg.
Poiché la CO2 è molto solubile nel sangue, un grosso quantitativo di CO2 è presente in forma disciolta nel sangue. Ciò significa che per abbassare la PCO2 del sangue di un certo valore, occorre rimuovere un grosso quantitativo di CO2. Quando la CO2 si diffonde all’interno degli alveoli polmonari, si stabilisce un equilibrio nel momento in cui la pressione parziale della CO2 negli alveoli e la pressione parziale della CO2 nel sangue raggiunge il valore di 40 mmHg. Il volume di gas ventilato per minuto controlla la rimozione di CO2 dal sangue che scorre nei polmoni.
Quando la produzione di CO2 aumenta, a causa dell’esercizio fisico a 1 ATA, anche la ventilazione/minuto aumenta, per mantenere costante la PaCO2. Con un esercizio intenso a 1 ATA, la PaCO2 può abbassarsi leggermente. Durante l’esercizio fisico, se la ventilazione/minuto non aumenta, per fronteggiare l’aumento di CO2, allora la pressione arteriosa della CO2 aumenta.
L’anidride carbonica è un gas narcotico capace di deprimere, fino al livello della perdita di coscienza. Nell’uomo un acuto aumento di PCO2 arteriosa sopra i 70-75 mmHg riduce il livello di coscienza (20) e una PaCO2 sopra i 100-120 mmHg produce una totale mancanza di reattività (26). Un severo aumento di PaCO2, mediante l’inalazione di un 30%-40% di CO2 (220-300 mmHg), produce un’anestesia chirurgica sia in animali sia in uomini (14,25). Nei cani, una PCO2 arteriosa superiore a 250 mmHg provoca uno stato d’anestesia generale (2). L’anidride carbonica non è usata come anestetico d’uso generale, dato che un forte aumento della PCO2 produce una netta alterazione dell’equilibrio acido-base. In aggiunta, livelli anestetici di CO2 producono danni sia in animali che in uomini (1, 14, 25).


 
Joomla 1.5 Templates by JoomlaShine.com