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La finestra ossigeno PDF Stampa E-mail
Sabato 12 Settembre 2009 17:20
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La finestra ossigeno
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di Johnny E. Brian jr Chiudi

La finestra dell’ossigeno. La sottosaturazione interna. Il calo di pressione parziale. Molti subacquei interessati alla decompressione hanno incontrato questi termini. Tutte e tre le espressioni vengono usate per descrivere lo stesso fenomeno fisiologico. Per questo articolo la definizione di finestra dell’ossigeno sarà usata nell’accezione più comune del termine. Tuttavia i termini sottosaturazione interna e calo di pressione parziale descrivono in modo più corretto il fenomeno fisico.
 
Ossigeno iperbarico e finestra ossigeno
Le attuali tecniche di ottimizzazione della decompressione, basate sull’uso dell’ossigeno, sono stabilite sullo sfruttamento della finestra dell’ossigeno. Contrariamente al significato che è comunemente attribuito dai subacquei a quest’espressione, questa sembra essere uno dei concetti meno compresi in merito alla decompressione. La comprensione della finestra dell’ossigeno richiede la conoscenza della fisiologia del sistema circolatorio e del trasporto dei gas, e il modo migliore per cominciare è quello di affrontare la fisiologia in condizioni normobariche. 

La vita ad 1 atmosfera
La fisiologia non è omogenea. In individui sani in normali condizioni, il flusso di sangue ai polmoni e la ventilazione, così come il flusso di sangue nei tessuti e il metabolismo, variano molto. Il flusso di sangue, la ventilazione e il metabolismo possono variare secondo le zone del corpo e dei momenti. Queste variabili condizionano lo scambio di gas nei polmoni e nei tessuti. Per rendere più semplice la comprensione di questi fenomeni complessi, molti meccanismi fisiologici sono stati ridotti ai minimi termini. Tuttavia, le descrizioni rispecchiano fedelmente i processi complessivi di assorbimento ed eliminazione del gas, e i valori riportati rappresentano i valori medi.
Le pressioni parziali sono espresse in millimetri di mercurio (mmHg); 1 ATA equivale a 760 mm Hg. Per i puristi del Sistema Internazionale, dividendo i millimetri di mercurio per 7,5 si ottiene il valore in kilopascal (kPa), la corretta unità di misura della pressione secondo il sistema internazionale (SI).
Il movimento del gas dai polmoni ai tessuti e viceversa dipende dalla differenza di pressione parziale (gradiente). Il concetto di pressione parziale di un gas in soluzione è, a volte, ingannevole quando si tratta di un gas disciolto in soluzione in un liquido. Un gas disciolto in soluzione in un liquido, infatti, non esercita una pressione idrostatica come un gas allo stato gassoso poiché le molecole o atomi di gas non sono libere di muoversi come nello stato gassoso. Questo è un concetto molto importante da capire o accettare. Le forze che tengono un gas in soluzione sono le stesse che tengono ogni soluto non ionizzato (gas, liquido o solido) in soluzione. I tessuti sono prevalentemente liquidi, e la pressione parziale di un gas disciolto in un liquido è definita come la pressione parziale che il gas eserciterebbe se la fase gassosa fosse in equilibrio con il tessuto.  Le pressioni parziali dei gas nei tessuti sono spesso espresse in mmHg or atmosfere assolute (ATA). La pressione parziale del gas nel tessuto è un indice della quantità totale di gas disciolto nel tessuto. Tale quantitativo è anche condizionato dalla solubilità del gas, che varia secondo i gas ed i tessuti. Un tessuto può assorbire un maggiore quantitativo di un gas molto solubile rispetto ad uno meno solubile, prima di raggiungere una determinata pressione. In altre parole, se un determinato volume di gas si scioglie in un tessuto, la pressione parziale tissutale di un gas molto solubile sarà inferiore rispetto a quella di un gas meno solubile.
Il gas in soluzione si muove per diffusione da un’area di maggiore pressione parziale ad una a minore pressione parziale. Nonostante la forza che governa la diffusione sia la differenza di pressione parziale (gradiente), non è la “pressione” in sé che muove il gas. Quando un gas è pressurizzato per riempire una bombola, la differenza di pressione governa il movimento di tale gas e si ha il movimento di una massa di gas. Tuttavia, la diffusione di un gas in soluzione non è il movimento di una massa di gas dovuto alla differenza di pressione del gas quanto piuttosto, il movimento dei singoli atomi o delle molecole dovuto ad un’agitazione atomica o molecolare casuale.



 
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